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Fischi e palo, Balotelli lascia il segno nel derby

A fine gara reagisce mostrando maglia rossonera

Redazione Ansa

Un palo, un altro tiro insidioso, qualche entrata dura subita, sempre con il sottofondo di fischi e insulti da parte dei tifosi interisti, che a fine partita ha sfidato mostrando fiero la maglia del Milan stretta in mano, con lo sguardo fisso verso la Curva Nord. C'è molto nella mezz'ora giocata da Mario Balotelli, che ha lasciato il segno e per poco non ha salvato i rossoneri da una dolorosa sconfitta. E' mancato solo il gol in questo suo secondo debutto in rossonero da protagonista. Bersagliato dai tifosi nerazzurri quasi come il Ronaldo milanista nel derby dell'11 marzo 2007 (il brasiliano segnò e perse), Balotelli riceve fischi, insulti e anche qualche ululato sin da quando entra a San Siro in borghese con i compagni per respirare l'atmosfera prima della partita e ricevere l'affettuoso saluto di Roberto Mancini, che lo ha lanciato anni fa all'Inter e poi voluto in Premier League al Manchester City. Finito il riscaldamento Balotelli si accomoda in panchina dove, impietose, le telecamere lo inquadrano anche con un dito nel naso. Due minuti dopo il vantaggio dell'Inter, Mihajlovic lo manda in campo al posto di Carlos Bacca. Balotelli non giocava una partita vera dal 28 aprile, prima di finire fuori squadra al Liverpool, che poi a fine mercato lo ha rispedito al Milan, in prestito. Avrà ancora qualche chilo da perdere ma la sua mezz'ora non è male. Dagli spalti piovono fischi, in campo arriva subito un pestone, da Felipe Melo (ammonito). Sono scintille anche con Guarin, per il resto Balotelli tira piuttosto bene i calci d'angolo, vince qualche contrasto, e dopo un doppio dribbling, con un destro destro da quasi trenta metri colpisce la base esterna del palo. Adriano Galliani e Barbara Berlusconi si disperano in tribuna, mentre Samir Handanovic deve impegnarsi per sventare un altro suo violento tiro. Brividi per gli interisti. Ma i fischi diventano boato quando Balotelli sfida la Curva, che lo detesta da quando in una serata di Champions del 2010 gettò a terra la sua maglia nerazzurra.

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