Politica

Riforma del voto in condotta, al via tra le polemiche

Opposizioni critiche sul giudizio sintetico alle elementari

Una vecchia pagella in una foto di archivio

Redazione Ansa

   Centrodestra e centrosinistra - nella formula del cosiddetto campo largo - tornano a scontrarsi su un classico terreno di confronto, quello della concezione del ruolo della scuola non solo nella trasmissione dei saperi, ma anche nell'educazione di bambini e ragazzi. Nell'aula del Senato è infatti arrivato il ddl Valditara sulla valutazione della condotta, in cui è stato inserito anche in Commissione con un emendamento il ritorno nella scuola elementare dei giudizi sintetici (insufficiente, sufficiente, buono, ecc) in luogo dei giudizi descrittivi.

    Il ddl mira a dare peso al voto in condotta, introducendo una casistica dettagliata. Se non si ha almeno il sette in condotta non si viene ammessi all'anno successivo o all'esame: se sulla pagella c'è un sei il ragazzo dovrà fare un elaborato di educazione civica, se il voto è un cinque, arriva la bocciatura.

    E poi anche per quanto riguarda i crediti per l'esame di Stato, occorre almeno il nove per poterli conteggiare. E così via.

    Proprio la rigidità è stata criticata dalle associazioni dei docenti e dalle opposizioni, di Pd, M5s e Avs, che prima dell'inizio della seduta hanno tenuto una conferenza stampa con Cecilia D'Elia, Luca Pirondini e Peppe De Cristofaro. "Ad un architetto o un ingegnere - ha detto in Aula la Dem Simona Malpezzi, che è una insegnante - la politica non dice cosa debbano fare, ai docenti si pretende di farlo". Di parere opposto la maggioranza: il ddl Valditara, ha detto Carmela Bucalo, relatrice al provvedimento, "si pone come obiettivo centrale quello di ripristinare la cultura del rispetto nell'ambiente scolastico, riaffermando l'autorevolezza dei docenti e riportando serenità nei rapporti tra studenti e insegnanti". Giulia Cosenza, sempre di FdI, chiede addirittura di inasprire il ddl bocciando gli studenti che occupano una scuola. "Una concezione autoritaria", hanno replicato D'Elia, Pirondini e De Cristofaro.

    Ma le maggiori critiche sono piovute, sia in Aula che da parte delle associazioni, all'abolizione del giudizio descrittivo per un ritorno a quello sintetico per i bimbi delle elementari: "il primo ha detto Malezzi - è in grado di descrivere i progressi fatti nel corso dell'anno" mentre il giudizio sintetico, fotografa semplicemente il livello di apprendimento raggiunto, senza tener conto, hanno detto le opposizioni, delle disparità sociali delle famiglie. Domani il Senato voteranno gli emendamenti delle opposizioni, tra cui quelli soppressivi della norma sul giudizio sintetico alle elementari e quelli che chiedono di introdurre lo psicologo in ogni scuola.    

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