Politica

Partiti in piazza per Navalny, a Roma contestata la Lega

L'Ira di Romeo, ecco i democratici

Redazione Ansa

 Le fiaccole in omaggio all'attivista russo Alexei Navalny, morto in carcere in Siberia. I fiori come simbolo di libertà, lasciati davanti alla sua foto per esprimere sostegno ai dissidenti di Vladimir Putin. La politica italiana si ritrova sul colle del Campidoglio a Roma per la manifestazione voluta dal leader di Azione Carlo Calenda. Che rilancia: "Sono contento che tutte le forze politiche siano oggi qui".

La risposta è bipartisan e giunge da tutti i partiti, nessuno escluso. Ma in una piazza gremita, così come in Parlamento, emergono distinguo e divisioni. Con attacchi reciproci che vengono sferrati da ogni zona dall'emiciclo. A scaldare gli animi è soprattutto l'arrivo del capogruppo della Lega in Senato Massimiliano Romeo, accolto da fischi e cori di contestazione. "Vergogna, vergogna" urlano diversi manifestanti con la fiaccola in mano. "Dov'è la felpa di Putin? E i 49 milioni? Vattene a Mosca", aggiungono con ironia. Lui attraversa la piazza seguito dal capannello di telecamere e risponde a tono: "eccoli i democratici, noi rispondiamo col sorriso agli insulti, non caschiamo nelle vostre provocazioni". 

 

Video Navalny, Lega contestata alla fiaccolata a Roma: 'Ipocriti, vergognatevi'

 

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Navalny: fiaccolata a Roma

 

 

 L'atmosfera si fa calda già da subito sotto la statua equestre di Marco Aurelio, dopo giorni di polemica in cui alla Lega è stata imputata un posizione troppo morbida sulla morte di Navalny. Il vicesegretario Andrea Crippa aveva rinunciato ad "additare responsbili", almeno fino all'analisi di "prove oggettive". E infatti, per dirla con il leader Matteo Salvini, la Lega è in piazza per "chiedere chiarezza". Il segretario leghista non è presente, e così è il presidente dei senatori a precisare la linea. "Non sappiamo cosa sia successo" in Russia, ribadisce, e insiste: "È chiaro che il pensiero va a qualcosa di molto negativo, il sospetto è venuto anche a noi". Poi, incalzato dai cronisti, aggiunge: "che il leader dell'opposizione finisca per essere assassinato è una cosa vergognosa e grave". A chi gli chiede se la presenza della Lega in piazza non sia ipocrita, reagisce con fermezza: "Ipocrita è chi si dice liberale e democratico e poi vuole vietare la piazza alla Lega, che invece è qui per difendere la libertà". Quando qualcuno ricorda i rapporti del suo partito con Putin, lui punta il dito da un'altra parte: "C'era qualcuno che stringeva la mano e, con un Forza Milano diceva che Putin era un personaggio che meritava tutte le attenzioni del mondo". E sono in molti, in piazza, a leggere nelle parole di Romeo un'allusione alla creazione di un club di Forza Italia nel capoluogo lombardo dedicato al presidente russo. Giovanni Donzelli per Fratelli d'Italia e Calenda difendono Romeo dagli insulti. Ma è Riccardo Magi a tenere alta la polemica. Il segretario di +Europa ricorda il "fiancheggiamento della Lega per Putin" e sulla contestazione spiega: "Penso che fosse scontata e un pò naturale, una partecipazione è benvenuta qualora non sia fatta in modo furbo e ipocrita".

Ma la Lega non è l'unico bersaglio tra le diverse forze politiche. Enrico Borghi, capogruppo di Italia Viva in Senato, non solo ricorda il "protocollo di collaborazione tra la Lega e Russia Unita", ma attacca frontalmente i 5 stelle: "ogni quarto d'ora ci spiegano che dobbiamo smettere di mandare armi all'Ucraina, creando le condizioni per una vittoria di Putin". Secca la replica del Movimento. "Basta strumentalizzazioni", dicono in piazza i capigruppo Francesco Silvestri e Stefano Patuanelli. "Chiedere la pace non è in contraddizione con la condanna dell'omicidio di Navalny", spiega il vicepresidente Ricciardi. Giuseppe Conte, che non partecipa alla manifestazione, si "inchina di fronte alle battaglie" dell'attivista russo, anche se non condivide "tutte le sue posizioni politiche".

Il Pd, così come Fdi, che con Donzelli ricorda "una bella serata per i valori dell'Occidente", decide di non entrare nella disputa. "Siamo qui - dice la segretaria Schlein - contro un regime che non tollera la libertà, la responsabilità della morte di Navalny è del regime di Putin". Mentre parla Roberto Gualtieri dal palco, i frontman dei partiti in piazza non sono molti. Oltre a Conte e Salvini, manca Renzi, ma, tra capigruppo e prime file, ci sono tutti i partiti. Tra le fiaccole anche La Cgil e la Cisl, con i segretari Maurizio Landini e Luigi Sbarra. E poi i diplomatici di 35 Paesi: presenti tutte le 27 ambasciate dell'Ue più 8 extra Ue, compresi gli Stati Uniti. 

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