Politica

Letta: 'Fatte le scelte peggiori'. Meloni: 'Parole gravissime'

Redazione Ansa

E' scontro violento tra Giorgia Meloni ed Enrico Letta, con la premier in pectore che chiede scuse immediate e il leader dem che accusa la maggioranza di aver "iniziato la legislatura con una logica incendiaria" per le due nomine ai vertici del Parlamento e affonda: "non è la maggioranza a dire all'opposizione cosa dire e come dirlo". Tutto inizia con una stella a 5 punte delle Br e una scritta contro il neo presidente del Senato Ignazio La Russa, comparse nella notte davanti alla sede romana di Fdi della Garbatella. Indaga la Polizia, cinque militanti di Gioventù Nazionale lavorano per ripulire la serranda, e Giorgia Meloni tuona contro i "diversi esponenti politici che hanno deciso di rendere La Russa un bersaglio, come persona e per le sue idee, rinfocolando un clima d'odio, già ben alimentato durante una campagna elettorale, costruita sulla demonizzazione dell'avversario politico. Un chiaro riferimento ad anni drammatici che non vogliamo rivivere. Il nostro impegno sarà per unire la Nazione, non per dividerla come sta tentando di fare qualcuno". In pochi istanti schermate intere di commenti di solidarietà a la Russa inondano i computer, l'intera maggioranza insorge e chiede alla sinistra di condannare le minacce e fare mea culpa per aver lanciato "fantomatici allarmi sul ritorno del fascismo", senza rispetto per l' elezione di La Russa e Fontana alla Camera e al Senato, seconda e terza carica dello Stato. Il rischio che qualcuno passi dalle parole ai fatti agita.

"Spero che il senso di responsabilità della politica prevalga sull'odio ideologico, perché l'Italia e gli italiani devono tornare a correre, insieme", incita perciò la candidata in pectore Meloni. Consapevole che il suo appello alla responsabilità possa tornare buono anche per altro, nelle ore del gelo con Silvio Berlusconi - il cui silenzio sulle minacce a La Russa si fa notare - sulla formazione del governo. Ma il segretario dem Enrico Letta da Berlino, al congresso dei socialisti europei, aspetta ore per rispondere e getta altra benzina sul fuoco: "L'inizio di questa legislatura è il peggiore che potesse esserci. La legislatura comincia con una logica incendiaria da parte di chi ha vinto le elezioni. Chi ha vinto, invece di riappacificare il paese, lo sta dividendo. Ma chi semina vento non può che raccogliere tempesta. Invito a considerare che questo metodo è davvero sbagliato. Si rompe ogni possibilità anche di un rapporto fra maggioranza e opposizione, che è un rapporto nell'interesse del paese. Sono scelte che fanno slittare ancora più a destra la maggioranza". Letta dice anche che "con le nomine si confermano le preoccupazioni in Europa", che "la maggioranza è in guerra interna e non in grado governare". Troppo per Giorgia Meloni che pretende scuse immediate: "Sono gravissime le parole pronunciate dal segretario del Partito democratico Enrico Letta a margine del congresso dei Socialisti europei a Berlino. Affermare all'estero che l'elezione dei presidenti dei due rami del Parlamento italiano sia motivata da una sedicente 'logica perversa' e 'incendiaria' e che la scelta dei parlamentari italiani confermi 'le peggiori preoccupazioni in giro per l'Europa' è scandaloso e rappresenta un danno per l'Italia, le sue più alte istituzioni e la sua credibilità internazionale. Letta si scusi immediatamente".

Intanto arriva anche la notizia di un cartellone al Colosseo contro il Presidente di Palazzo Madama, con il suo nome scritto a testa in giù. Fin dal mattino si erano intanto schierati con La Russa IV e Azione. La prima dimostrazione di sostegno dem "al vile atto da condannare fermamente " arriva intorno alle 16, dalle capogruppo Serracchiani e Malpezzi, mentre da Berlino Letta cannoneggia contro le scelte della maggioranza, per poi twittare nel tardo pomeriggio la solidarietà sua personale dei dem a La Russa. Intanto il leader della Lega Matteo Salvini - convinto che "anche tra Giorgia e Silvio tornerà presto l'armonia" - attaccava la sinistra che "non si rassegna e attacca con violenza la seconda e la terza carica dello Stato, appena democraticamente elette". "Il Paese ha bisogno di unione e non di messaggi e azioni divisive e inneggianti all'odio", dice a sera il presidente della Camera Fontana prima delle definitive parole di ringraziamento di Ignazio La Russa: "Voglio rassicurare tutti che una scritta vergata da mani ignote non mi ha minimamente turbato. Nella mia vita ho memoria di scritte anche assai peggiori verso di me e la mia parte politica. Anche stavolta avrei preferito, fosse dipeso da me, ignorare chi lancia il sasso e nasconde la mano, chi pensa che la minaccia o l'insulto possa sostituire il confronto. O peggio chi vorrebbe rivangare anni di violenza e terrorismo condannati dalla storia".

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