Politica

Scontro in maggioranza sul coprifuoco. Salvini: 'Non siamo al governo per fare scena muta'

Ieri lo scontro tra il leader del Carroccio ed Enico Letta. Il leader del Carroccio: 'Siamo con la Gelmini'

Redazione Ansa

L'Italia riapre ma nel governo è ancora scontro sul coprifuoco, con il botta e risposta ieri tra il segretario del Pd Enrico Letta e il leader della Lega Matteo Salvini, l'ultimo segnale delle tensioni nella maggioranza che già martedì è chiamata ad una verifica: in aula alla Camera si voterà un'ordine del giorno con il quale Fratelli d'Italia chiede di abolire la misura, "che non limita la pandemia ma la libertà", e incalza proprio l'ex alleato: "non esiste il dono dell'ubiquità politica".  "Le mozioni prima le leggo, poi le commento,lasciano il tempo che trovano. Se si apre o se si chiude lo decide il governo, non gli ordini del giorno", dice il leader della Lega, Matteo Salvini, parlando con i giornalisti prima di pranzare al Bar Bianco a Milano, sull'odg presentato da Fdi. Ma il leader Dem lo incalza: "Ho visto che Salvini sta su questi temi con una campagna che va oltre la legittima e normale discussione politica in cui ognuno abbia verso gli alleati un atteggiamento di comprensione. Ma quando firma una petizione, poi Meloni lo prende sul serio e presenta un ordine del giorno in Parlamento per abolire il coprifuoco. Vedremo cosa voterà Salvini", ha detto il segretario del Pd Enrico Letta a Radio Immagina.

Salvini si schiera inoltre con Gelmini: "Non puoi dire a un barista o a un ristoratore 'torna a lavorare a cena, ma alle 21.59 fai alzare chi si sta bevendo il caffè'. Il buonsenso va oltre il decreto e quindi se c'è un decreto che prevede il lavoro anche la sera, lasciamo lavorare questa gente che se lo merita", dice il leader della Lega parlando con i giornalisti prima di pranzare in un noto locale all'interno del Parco Sempione di Milano, a proposito della querelle nel governo tra il ministro di Forza Italia agli Affari Regionali, Mariastella Gelmini, e il sottosegretario all'Interno grillino Carlo Sibilia, sull'orario del coprifuoco. 

"Lo dico al segretario del Pd - dice chiamando in causa nuovamente Enrico Letta con il quale ieri aveva avuto un botta e risposta - noi siamo leali, fedeli sostenitori di Draghi e, quindi, chiediamo che la scienza valga sia quando si chiude che quando si apre. Non siamo qua per litigare, stiamo lavorando al corretto utilizzo dei fondi europei. Ci siamo, noi siamo al governo non per fare scena muta ma per portare le nostre idee. E io penso che Draghi abbia bisogno di chi gli porta il contatto con la realtà". "Non ha più senso scientifico, medico, sanitario, morale, culturale e sociale chiudere in casa 60 milioni di italiani in casa dopo le 22. Non è un capriccio della Lega, lo chiedono tanti sindaci, governatori e imprenditori, anche del Pd. L'obiettivo della Lega è portare l'intero governo entro i prossimi giorni a stabilire che con protocolli di sicurezza tutti hanno diritto di tornare al lavoro sia al chiuso che all'aperto e che quella gente può farsi due passi anche alle 22.30" ha aggiunto.

"Nella Conferenza dei presidenti di Regione è uso procedere all'unanimità, io ho detto pubblicamente che la regola del coprifuoco alle 22 andava rispettata. Concordo con il giusto richiamo di Letta, è inaccettabile che una parte della maggioranza di governo raccolga firme contro il governo stesso". Lo ha detto il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti a Rai News24 parlando della Lega e di Matteo Salvini. "E' un atteggiamento non corretto che mina la credibilità di chi lo fa. Se si prende una decisione non si raccolgono le firme contro le decisioni prese, è l'abc, anche quando si fa una gita tra amici", ha aggiunto.

"Mi auguro che la Lega sia una forza seria. Ha un atteggiamento assolutamente strumentale, è ossessionata di non scomparire e non pensa al bene del Paese", ha concluso.


   

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