Politica

Consip, Marco Gasparri: 'Interventi altissimo livello'

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Redazione Ansa

"Alfredo Romeo mi disse che il suo intento di avvicinare i vertici di Consip si erano realizzati attraverso 'interventi politici ad altissimo livello'". Così affermava Marco Gasparri, il dirigente della centrale appaltante dello Stato accusato di corruzione per aver ricevuto in tre anni centomila euro dall'imprenditore napoletano, nell'interrogatorio al quale fu sottoposto il 28 gennaio scorso dai magistrati romani che indagano su Consip.

Consip:la guerra e la 'gravissima turbativa' su Fm4  - Sull'appalto per il facility management (Fm4) da 2,7 miliardi si e' combattuta una guerra a colpi di "aggressioni alle legalita' e alla legittimita' del procedimento pubblico", di "pressioni" sulla Consip da parte di "vertici politici e istituzionali", di accordi "veri o falsi" e tangenti "effettive o ipotetiche". Una battaglia che coinvolge imprese e politica e dalla quale viene fuori, dice il Gip di Roma, un "quadro di gravissima turbativa" dell'appalto piu' grande d'Europa, che "deve essere ancora approfondito". L'arresto di Alfredo Romeo per aver corrotto il direttore dell'ufficio acquisti di Consip Marco Gasparri rischia dunque di essere soltanto la punta dell'iceberg dietro il quale si intravede un sistema in cui l'imprenditore campano e' solo uno dei tanti che hanno tentato di aggirare le regole per mettere le mani su appalti milionari. La maggior parte delle carte dell'inchiesta sono ancora coperte da segreto istruttorio, ma alcuni indizi sono rintracciabili gia' in quelle pubbliche. Come, appunto, gli interventi per cercare di pilotare la Fm4. Su quella gara la Romeo Gestioni era risultata prima in graduatoria in tre lotti - il 3, il 13 e il 18 - per un valore di 609 milioni. Era invece seconda nel lotto numero 10, quello riguardante i servizi nel centro storico di Roma e, dunque, nei palazzi del potere. Un appalto da 143 milioni che, al momento, vede prima in graduatoria il gigante francese Cofely (vincitore al momento anche dei lotti 8, 11 e 16 per un valore complessivo di 585 milioni). Ed e' proprio sulla Cofely che si concentrano i timori di Romeo (e le attenzioni degli investigatori), convinto che, dice il Gip, "avesse ricevuto da ignoti facilitatori una raccomandazione a vincere le gare a suo danno". Chi sono questi soggetti? Gasparri, nel suo interrogatorio, dice che Romeo riteneva che i vertici di Consip favorissero la Cofely perche' "capogruppo di un raggruppamento temporaneo di impresa cui faceva parte anche una societa' riconducibile a tale Bigotti, imprenditore, a suo dire, che era legato a Verdini". E per questo cerco di agganciare il "massimo livello politico" e fare pressioni sui vertici aziendali. Ma non e' solo Gasparri a tirare in ballo il leader di Ala, proprio oggi condannato a 9 anni per il crac del Credito cooperativo fiorentino. L'Ad di Consip Luigi Marroni, sostiene L'Espresso, avrebbe infatti parlato di "pressioni" subite, oltre che da Tiziano Renzi, proprio da Denis Verdini. A che scopo? Per favorire appunto Cofely. Davanti ai magistrati napoletani, lo scorso 20 dicembre, il manager avrebbe raccontato che alla fine del 2015 ando' nel suo ufficio Ignazio Abrignani, parlamentare di Ala "vicinissimo a Verdini", che gli avrebbe chiesto "senza tanti fronzoli di 'intervenire' per favorire il raggruppamento dei francesi" affinche' si aggiudicassero il lotto strategico di Roma centro. Ma non solo, a luglio del 2016, avrebbe messo a verbale ancora Marroni, ci fu un "faccia a faccia" proprio con Verdini. E in quell'occasione "Verdini avrebbe detto che conosceva il contenuto dei suoi colloqui con Abrignani, che era 'soddisfatto' e che avrebbe provato a far promuovere Marroni a 'incarichi' ancora 'piu' prestigiosi'." L'argomento Cofely viene affrontato anche in una lunga conversazione intercettata tra Romeo e il suo facilitatore Italo Bocchino ed e' qui, dice il giudice, che emerge come "anche altre imprese si siano organizzate per aggredire la legalita' e la legittimita' del procedimento pubblico". I due fanno continuo riferimento all'ex Ad di Consip Domenico Casalino che, sostiene ancora il giudice, potrebbe essere tuttora in grado di avere "un residuo potere di condizionamento illecito" avendo probabilmente nominato i membri della Commissione di gara. E' Bocchino a parlare. "...poi mi deve dire (Casalino, ndr) come stanno le cose. Insomma gli devo dire senti ma qua c'e' un secondo problema sul lotto Municipio Uno. Gia' c'e' il problema di uno straniero che in un lotto cosi' delicato istituzionalmente non va bene, ma poi c'e' il problema che e' Bigotti. Bigotti entra su Roma con Cofely, su Milano con Cns..." E Romeo aggiunge: "a me pure questo mi ha detto il mio amico" (Marco Gasparri, ndr). E piu' avanti: "perche' Cofely non doveva venire su Roma. Perche' io su Roma non dovevo avere concorrenti perche' questo non e' mestiere di Cofely. Cofely fa il calore, Fm4 e' facility puro, hai capito e percio' si e' portato cinquanta pulitori appresso...". Bocchino chiosa: "...vedi Cofely con chi si e' presentato, Cofely viene...si presenta con Bigotti che fa il progetto e si prende il 6...il 5% e si leva dalle palle con il Consorzio nazionale cooperative". Ecco perche' il Gip scrive che accanto all'azione di Romeo per pilotare gli appalti, "si colloca l'azione di alcuni soggetti...attivissimi nel proporre accordi, veri o falsi, individuare referenti reali o supposti, stabilire tangenti effettive o ipotetiche". Un punto che "dovra' essere sciolto dall'accusa"

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