Politica

Italicum, Sel in lutto al voto e lacrime in Transatlantico

Fabbri, doloroso non votare; Ap e Vendola: dissidenti incrociati

Redazione Ansa

Fascia nera al braccio durante il voto in Aula; lacrime ai divanetti in Transatlantico a Montecitorio. Si consuma così il "lutto" dell'opposizione e della minoranza Dem per il primo dei tre voti di fiducia sull'Italicum ottenuto dal governo di Matteo Renzi. Le urla e gli schiamazzi - che hanno caratterizzato la seduta di ieri e che lasciavano presagire una giornata movimentata - hanno lasciato spazio ad una protesta silenziosa che, nelle intenzioni dei protagonisti, dovrebbe rappresentare "il silenzio della democrazia". Ed in questo silenzio, in realtà surreale per gli standard della Camera dei deputati in questi giorni, fanno scalpore alcune defezioni eccellenti: Nunzia De Girolamo, Angelo Cera e Giuseppe De Mita disattendono le indicazioni di Ncd, che della maggioranza è parte integrante, e non partecipano al voto sulla fiducia; il deputato di Sel Toni Matarrelli, al contrario, appoggia il governo ed annuncia il passaggio al gruppo Misto.

Eppure è proprio Sel a guidare la protesta nell'emiciclo. I deputati del partito di Nichi Vendola che ieri hanno lanciato crisantemi, oggi indossano una fascia nera al braccio in segno di lutto. Tra di loro si distingue Giulio Marcon che con il braccio alzato mostra un libro rosso: un volume sulla Costituzione. Composti i parlamentari del M5S ai quali - fanno notare in ambienti parlamentari -, al di là delle dichiarazioni ufficiali, l'Italicum ed il ballottaggio non dispiacciono affatto. Suscita polemiche, invece, l'intervento del deputato fittiano di Fi Maurizio Bianconi che definisce "maiali ed infami, quelli che hanno chiesto la fiducia e quelli che hanno deciso di darla". I veri protagonisti della giornata sono però i deputati della minoranza Pd. I big della protesta decidono di non votare la fiducia: lo schermo con la scritta "Bersani non ha risposto" fa rapidamente il giro sul web tra i dissidenti dem che condividono la foto sui social network. E' un modo per darsi coraggio. La scelta di non votare la fiducia, d'altronde, è molto sofferta.

Lo si capisce quando tra i divanetti del Transatlantico, un po' in disparte dagli altri, si scorge la deputata Marilena Fabbri che non riesce a trattenere le lacrime. "Non vorrei passare per la deputata che piange ma per me è stato difficile non votare la fiducia", dice. "Io sono bolognese. Questa frattura è difficile da spiegare alla gente, e arriva in un periodo particolare: la festa della Liberazione, le celebrazioni della Resistenza, Marzabotto... Sul territorio lo sento l'elettorato che chiede di difendere le istituzioni di mettere fine a questi atti di arroganza. Le istituzioni e la sua ritualità hanno un valore che rimane. Vorrei che non iniziasse l'onda di tweet del tipo "ho vinto" oppure "li abbiamo battuti". Io sono per il gioco di squadra". 

Leggi l'articolo completo su ANSA.it