Politica

'Delitti ambiente', il ddl fermo al Senato

Da febbraio in commissione, aggiorna codice penale

ETERNIT: SCONCERTO ANCHE A BAGNOLI, NON CI FERMEREMO

Redazione Ansa

Disastro ambientale e inquinamento, traffico di materiale radioattivo, confisca obbligatoria del profitto del reato, impedimento del controllo. Questi alcuni dei delitti contro l'ambiente (il nuovo titolo si chiama proprio 'dei delitti contro l'ambiente'), che aggiornano il codice penale con un pacchetto di misure sugli ecoreati che prevedono anche aggravanti per mafia e sconti di pena per chi si ravvede. Il testo è stato approvato alla Camera il 26 febbraio di quest'anno e da quel momento è fermo al Senato nelle commissioni Ambiente e Giustizia.

Ecco i punti principali del testo di cui il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti ha chiesto, in diverse occasioni, l'approvazione defintiva, e che all'indomani della sentenza della Cassazione sul processo Eternit acquistano una luce diversa: per disastro ambientale, per esempio, i termini di prescrizione sono di 12 anni e mezzo che sarebbero potuti esser raddoppiati con questa legge; ma anche un arco temporale di 25 anni sarebbe stato troppo breve se il calcolo deve esser fatto dal 1986, data di chiusura degli stabilimenti eternit.

- DISASTRO AMBIENTALE: punisce con il carcere da 5 a 15 anni chi altera gravemente o irreversibilmente l'ecosistema o compromette la pubblica incolumità.

- INQUINAMENTO AMBIENTALE: prevede la reclusione da 2 a 6 anni (e la multa da 10 mila a 100 mila euro) per chi deteriora in modo rilevante la biodiversità (anche agraria) o l'ecosistema o lo stato del suolo, delle acque o dell'aria. Se non vi è dolo ma colpa, le pene sono diminuite da un terzo alla metà. Scattano invece aumenti per i due delitti se commessi in aree vincolate o a danno di specie protette.

- TRAFFICO E ABBANDONO DI MATERIALE DI ALTA RADIOATTIVITA': colpisce con la pena del carcere da 2 a 6 anni (e multa da 10 mila a 50 mila euro) chi commercia e trasporta materiale radioattivo o chi se ne disfa abusivamente.

- IMPEDIMENTO DEL CONTROLLO: chi nega o ostacola l'accesso o intralcia i controlli ambientali rischia la reclusione da 6 mesi a 3 anni.

- AGGRAVANTE ECOMAFIA: In presenza di associazioni mafiose finalizzate a commettere i delitti contro l'ambiente o a controllare concessioni e appalti in materia ambientale scattano le aggravanti. Aggravanti sono previste anche in caso di semplice associazione a delinquere e se c'è partecipazione di pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio.

- SCONTI PENA: La pena è ridotta da metà a due terzi nel caso di ravvedimento operoso: ossia se l'imputato evita conseguenze ulteriori, aiuta i magistrati a individuare colpevoli, provvede alla bonifica e al ripristino.

- RADDOPPIO PRESCRIZIONE: Per i delitti ambientali i termini di prescrizione raddoppiano. Se poi si interrompe il processo per dar corso al ravvedimento operoso, la prescrizione è sospesa - OBBLIGO CONFISCA: In caso di condanna o patteggiamento della pena è sempre ordinata la confisca dei beni che costituiscono il prodotto o il profitto del reato e delle cose servite a commetterlo.

- CONDANNA AL RIPRISTINO: Il giudice, in caso di condanna o patteggiamento della pena, ordina il recupero e dove tecnicamente possibile il ripristino dello stato dei luoghi a carico del condannato.

- GIUSTIZIA RIPARATIVA: In assenza di danno o pericolo, nelle ipotesi contravvenzionali previste dal codice dell'ambiente si ricorre alla 'giustizia riparativa' puntando alla regolarizzazione attraverso l'adempimento a specifiche prescrizioni. In caso di adempimento il reato si estingue.

- COORDINAMENTO INDAGINI: In presenza dei delitti contro l'ambiente ('reati spia'), il pm che indaga dovrà darne notizia al procuratore nazionale antimafia.

Leggi l'articolo completo su ANSA.it