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Covid, retromarcia degli Usa: mascherina per i vaccinati al chiuso

Biden: valutiamo l'obbligo vaccino per i lavoratori federali. Record di contagi, Israele pensa alla terza dose per gli over 60

Redazione Ansa

Le autorità sanitarie federali statunitensi (Cdc) hanno raccomandato, con una netta inversione di rotta, l'uso al chiuso della mascherina anche per i vaccinati nelle aree ad alto rischio di contagio Covid. Alcuni vaccinati contagiati con la variante Delta, si spiega, possono continuare a diffondere il virus.

Gli Stati Uniti stanno valutando se introdurre l'obbligo di vaccinazione per tutto il personale che lavora nel governo federale: lo ha detto il presidente americano Joe Biden.

Allarme a Tokyo e in tutto il Giappone per una nuova impennata di contagi. L'incubo torna a metà estate - nel pieno delle Olimpiadi agognate ma anche temute - e parte dall'Asia dove, salvo una manciata di casi virtuosi, la pandemia non dà tregua. A Tokyo si registrano 2.848 nuovi casi in 24 ore, il livello più alto dall'inizio della pandemia. A livello nazionale, con 7.629 contagi, è il maggior aumento da inizio gennaio. In Europa intanto si fanno i conti con le esigenze stagionali - le vacanze, il turismo, gli spostamenti - nel calcolare al millimetro misure vecchie e nuove. Come anche negli Stati Uniti, dove si va verso il ritorno dell'obbligo della mascherina al chiuso in alcune circostanze anche per i vaccinati e per le scuole alla ripresa a settembre. Una raccomandazione che si appresta a diffondere il Centers for Disease Control and Prevention, secondo i media americani. In Francia invece la regola è già stata introdotta, sebbene soltanto nella regione di Bordeaux, una delle principali città francesi, e in diverse zone turistiche della regione circostante, la Gironda. E si aggiunge al divieto del consumo di alcol in strada. Mentre continuano a riecheggiare gli appelli alla vaccinazione: l'ultimo in ordine di tempo è quello del ministro francese della Salute Olvier Véran, lanciato dal suo profilo Twitter: "Non indugiate, vacciantevi!". Tra gli appelli in queste ore spicca anche quello della ormai 18 enne attivista Greta Thunberg che ha ricevuto la prima dose del vaccino e, pubblicando la foto con in mostra il braccio dove le è stato inoculato il siero, ha ricordato quanto sia "estremamente iniqua" la distribuzione dei vaccini nel mondo e ha invitato tutti coloro che sono in grado di farlo a seguire il suo esempio. "Sono estremamente grata e privilegiata in quanto posso vivere in una parte del mondo dove sono già in grado di vaccinarmi. La distribuzione dei vaccini nel mondo è estremamente iniqua", ha scritto Greta. Sulla stessa lunghezza d'onda del messaggio diffuso dall'Unicef che proprio su questo tema vuole sensibilizzare quando mette in evidenza come il piccolo regno asiatico del Bhutan debba considerarsi un esempio da seguire in merito alle donazioni internazionali di vaccini, dopo che in una settimana ha accelerato la sua campagna al punto da sottoporre alla seconda dose l'85% della popolazione che ne aveva diritto. Tornando in Europa, va meglio nel Regno Unito, dove per il settimo giorno consecutivo si registra una decelerazione nei contagi, con 23.511 nuovi casi identificati. Ma il ministro della Salute tedesco Jens Spahn intanto pianifica un'estensione dell'obbligo di test covid-19 per chiunque entri in Germania, non importa da quale luogo provenga o con quale mezzo voglia entrare. Per adesso l'obbligo di test riguarda i passeggeri in arrivo dai luoghi inseriti nella lista delle zone a rischio, l'opzione di un inasprimento delle misure finora però non ha incontrato il favore di tutto il governo. Del resto l'ultima fotografia dell'Ecdc, il Centro europeo per il controllo delle malattie, è abbastanza nitida nel cogliere come la diffusione della variante Delta stia causando un aumento dei casi nelle rsa e nelle strutture di lunga degenza in diversi paesi europei. Ad incidere, secondo il centro europeo, c'è sia un tasso di vaccinazione incompleto tra gli operatori sanitari (si stima che oltre il 20% non sia ancora immunizzato), e probabilmente anche il fatto che negli anziani la protezione del vaccino puó essere minore e di piú breve durata. Una situazione che richiede quindi aggiustamenti, e non solo in Europa. Israele, ormai 'ex' paese virtuoso, registra 2 mila nuovi contagi in un solo giorno (mai così tanti da mesi) e sta valutando l'opportunità di somministrare una terza dose di vaccino Pfizer agli over60, anche prima che arrivi una autorizzazione formale da parte della Fda americana.

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