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Vignali presenta a Buenos Aires il '2024 Anno delle Radici'

Inaugurate due mostre nel prestigioso spazio del CCK

Redazione Ansa

(ANSA) - BUENOS AIRES, 21 MAR - Il 'Mare che ci unisce' è il titolo della mostra organizzata a Buenos Aires dal Consolato Generale d'Italia e dall'Istituto Italiano di Cultura e inaugurata mercoledì nel prestigioso e iconico centro culturale CCK, in concomitanza anche con l'arrivo della nave Vespucci e con la presenza del direttore generale per gli Italiani all'Estero del ministero degli Esteri, Luigi Maria Vignali.
    Nell'occasione lo stesso Vignali ha presentato al pubblico portegno alcune delle principali iniziative avviate nel quadro del progetto "2024 - Anno delle radici italiane nel mondo" e in particolare il portale Italea, che offre una serie di servizi per agevolare il viaggio in Italia dei turisti in cerca delle loro origini, un bacino potenziale di oltre 80 milioni di italo-discendenti. "Il progetto Italea si rifà al concetto di talea e al rifiorire delle origini italiane, un invito a riabbracciare la pianta madre Italia", ha detto Vignali. "Il 2024 è l'anno delle radici italiane nel mondo, e il Turismo delle Radici è il cuore del nostro progetto all'interno del quale abbiamo preparato molte iniziative dedicate agli italo-discendenti", ha aggiunto.
    Tra queste l'Italea-Card "un vero e proprio Passaporto delle Radici" che offre vantaggi esclusivi, sconti ed agevolazioni nei settori dei trasporti, della ristorazione e dell'ospitalità per chi vuole intraprendere la riscoperta delle sue origini.
    Al termine della presentazione di Vignali, il console generale d'Italia a Buenos Aires, Carmelo Barbera, accompagnato dall'ambasciatore Fabrizio Lucentini e dalla direttrice dell'Istituto Italiano di Cultura, Livia Raponi, ha inaugurato la mostra divisa in due sezioni: un'esposizione fotografica intitolata "Amerigo Vespucci. La nave più bella del mondo", con una selezione di scatti dei fotografi Maki Galimberti e Massimo Sestini; e una mostra immersiva dal titolo "Le mie radici sono qui", organizzata in in collaborazione con il Museo dell'Emigrazione di Genova (Mei). (ANSA).
   

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