Africa

Libia. Tripoli, 'nessuna cessione potere a Sarraj'

Ghwell scrive ai suoi ministri, 'continuate il vostro lavoro'

Fayez Serraj (a destra), foto di archivio

Redazione Ansa

E' ancora tutta in salita in Libia la strada verso il consolidamento del potere del Governo di unità nazionale del premier designato Fayez al Sarraj, giunto nei giorni scorsi nella capitale. Il premier del governo 'parallelo' di Tripoli, Khalifa Ghwell, ha diffuso una nota per smentire la cessione di potere dal suo esecutivo a quello nato dall'Accordo di Skhirat e sostenuto dall'Onu. "Viste le esigenze dell'interesse pubblico e della situazione attuale che attraversa il Paese, siete pregati, ognuno nel suo campo, di continuare a lavorare secondo le disposizioni di legge e per garantire la continuità dei servizi ai cittadini", si legge nel comunicato in cui Ghwell si rivolge direttamente ai suoi ministri. E avverte: "Chi applicherà le risoluzioni pubblicate dal cosiddetto Consiglio presidenziale (di Sarraj, ndr) sarà perseguitato dalla giustizia".

La minaccia è rivolta ai 'ribelli' del suo stesso governo che ieri - in una nota diffusa dal ministero della Giustizia - avevano annunciato di cedere il potere esecutivo a Sarraj. Una spaccatura che si riflette anche nel Congresso nazionale libico, il 'parlamento' di Tripoli non riconosciuto dalla comunità internazionale. Una settantina di deputati hanno annunciato lo scioglimento del Congresso e il sostegno al nuovo governo di unità dopo una riunione, ieri a Tripoli, in cui hanno istituito il Consiglio di Stato (previsto dall'accordo di Skhirat) con loro stessi come membri ed eletto Abdulrahaman Al Suwahli a capo del nuovo organismo. Ma l'incontro di ieri, presieduto dal vicepresidente del Gnc, Saleh Makhzoum, è stato definito "illegale" dal presidente dello stesso Congresso, Nuri Abu Sahmain, e dai deputati che non vi hanno preso parte. Insomma, come il resto della Libia, Tripoli appare a sua volta spaccata in due: con una fazione che cerca di favorire la legittimazione del governo unitario - anche nel tentativo di mantenere una fetta di potere nell'immediato futuro - e un'altra che non intende invece lasciare quanto acquisito finora. Dalla parte dei primi si è schierato l'inviato speciale dell'Onu, Martin Kobler, che oggi su Twitter ha salutato con favore la convocazione del Consiglio di Stato definendolo "un passo importante nel processo di pace in Libia".

"Mi aspetto - ha aggiunto - che tutte le istituzioni dell'Accordo politico libico rispettino le loro competenze sancite dall'intesa". Di "sviluppi incoraggianti" ha parlato anche il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, vedendo negli annunci della maggioranza delle istituzioni di Tripoli decisioni che "vanno nel senso auspicato di ricomporre il quadro istituzionale".

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