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Cadono 4 imputazioni per Weinstein, per il forfait di un'accusatrice

Sette nuovi capi di accusa per Kevin Spacey a Londra

Redazione Ansa

La quinta accusatrice non si presenta a deporre e il giudice del processo contro Harvey Weinstein a Los Angeles. Il giudice Lisa Lench riduce da undici a sette i capi di imputazione di cui deve rispondere l'ex re di Hollywood nella città in cui un tempo faceva il bello e il cattivo tempo. Due capi di accusa di stupro con la forza e altri due per sesso orale forzato sono stati derubricati in quello che rappresenta un successo parziale per Weinstein che già sta scontando una condanna a 23 anni nello stato di New York.

Si aggrava intanto oltre-atlantico la situazione di Kevin Spacey, un altro vip del cinema al centro di accuse per molestie sessuali. Il due volte premio Oscar, licenziato in tronco dallo show di Netflix 'House of Cards', dovrà rispondere di sette nuovi reati tra cui tre episodi di aggressione sessuale, ha annunciato la procura britannica, tutti relativi alla denuncia di un unico individuo. A luglio Spacey era comparso all'Old Bailey per dichiararsi non colpevole dei precedenti capi di accusa e il giudice aveva fissato il processo a partire dal 6 giugno 2023. Anche Weinstein deve rispondere ad accuse di molestie a Londra. La procura della Corona ha dato in giugno luce verde alle accuse di una donna, ora cinquantenne, che afferma di esser stata aggredita da lui a metà anni Novanta.

A Los Angeles intanto è tornata sul banco dei testimoni Jennifer Siebel Newsom, ora moglie del governatore della California Gavin Newsom, che vuole mandare Weinstein in prigione per uno stupro che sarebbe avvenuto nel 2005. Il controinterrogatorio da parte degli avvocati dell'ex produttore è stato brutale, con il difensore di Weinstein, Mark Werksman, che ha fatto di tutto per dimostrare che il sesso fu consensuale. A un certo punto il legale ha chiesto alla Siebel Newsom di simulare in aula un orgasmo: "Questo non è 'Harry ti presento Sally'- ha replicato orripilata la testimone, alludendo alla famosa scena in un affollato ristorante di New York di cui fu protagonista l'attrice Meg Ryan - Facevo rumori per indurlo a finire. Mi aveva appena stuprata", ha aggiunto tra le lacrime.

Con l'uscita di scena della "Jane Doe n. 5", Siebel Newsom è stata la quarta e ultima tra le accusatrici di Weinstein a testimoniare contro di lui. L'ex produttore, che inizialmente rischiava 140 anni di prigione, ne ha adesso di fronte potenzialmente 60 se riconosciuto colpevole di tutti e sette i capi di imputazione.

Nell'aula del processo contro Weinstein, Jennifer Siebel Newsom, la moglie del governatore della California Gavin Newsom, si è vista chiedere di simulare un orgasmo: a formulare la richiesta è stato Mark Werksman, l'avvocato dell'ex boss di Miramax sotto accusa nella città di Hollywood per molestie sessuali e stupri. "Non siamo mica a 'Harry ti Presento Sally'", ha replicato la Newsom, visibilmente irritata, alludendo alla celebre scena del film anni Novanta in cui Meg Ryan finge un orgasmo in un affollato ristorante di New York.

"Volevo che la facesse finita. Mi aveva appena stuprata", ha aggiunto la donna, turbata fino alle lacrime. Ieri sul banco dei testimoni la Gavin Newsom aveva dichiarato che Weinstein, dopo averla adescata nella sua camera d'albergo, l'ha penetrata con le mani e poi con quel pene "deforme, simile a un pesce". E che poi lei, quando lui le ha messo il genitale tra le mani costringendola a masturbarlo, ha emesso "sospiri di piacere" per indurlo a smettere

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