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Russia verso nuove restrizioni: 1.015 morti in 24 ore, record dall'inizio dell'epidemia Covid

Secondo i dati ufficiali, nel corso dell'ultima giornata sono stati accertati 33.740 nuovi casi

Un'ambulanza a Mosca trasporta un paziente Covid

Redazione Ansa

La Russia alle prese con un boom di contagi e i record di morti giornalieri per il Covid pensa a reintrodurre una serie di restrizioni per fermare la diffusione del virus. Il vice primo ministro russo Tatyana Golikova ha proposto che il Paese introduca giorni non lavorativi dal 30 ottobre al 7 novembre e in alcune regioni già dal 23 ottobre. Il primo ministro Mikhail Mishustin ha definito le nuove restrizioni - che ora saranno sottoposte a Putin - come "difficili" ma "necessarie". L'opzione dei giorni non lavorativi non si traduce però automaticamente in uno nuovo lockdown.

In Russia nelle ultime 24 ore si sono registrati 1.015 decessi provocati dal Covid-19, il massimo in un giorno dall'inizio dell'epidemia: lo riporta la Tass citando i dati del centro operativo anticoronavirus. Secondo i dati ufficiali, nel corso dell'ultima giornata sono stati accertati 33.740 nuovi casi di Covid-19, mentre dall'inizio dell'epidemia 8.060.752. In Russia vivono circa 146 milioni di persone. 

 In Ucraina nelle ultime 24 ore sono stati registrati 538 decessi provocati dal Covid-19, il massimo dall'inizio dell'epidemia. Stando ai dati ufficiali nell'ultima giornata sono stati accertati 15.579 nuovi casi, mentre dall'inizio dell'epidemia sono stati registrati in totale 2.660.273 casi di Covid-19 e 61.348 persone sono morte a causa della malattia. Nel Paese vivono circa 42 milioni di persone.

In Francia lieve ripresa dei contagi, 'fare attenzione' - Mentre numerosi esperti hanno continuato a mostrare ottimismo fino a qualche giorno fa sull'evoluzione dell'epidemia di Coronavirus in Francia, il portavoce del governo, Gabriel Attal, ha invitato tutti a "fare attenzione": "Abbiamo visto l'epidemia arretrare molto quest'estate - ha detto Attal questa mattina ai microfoni di RTL - ma da una settimana osserviamo che l'epidemia riprende a guadagnare terreno. E' leggerissimo, ma bisogna stare attenti".

"Quello che ci rende ottimisti - ha continuato - è il tasso di copertura vaccinale che osserviamo nel nostro paese", ha detto il portavoce del governo, che sull'arrivo di un'eventuale 5/a ondata non si è voluto pronunciare: "E' ancora troppo presto per dirlo - ha detto - ma abbiamo avuto ragione ad essere prudenti. Bisogna continuare a proteggere i francesi con la vaccinazione. Bisogna che la protezione conferita dal vaccino prosegua, ed è in particolare il compito del richiamo vaccinale". Per questo motivo, Attal ha lanciato un appello a coloro che sono vaccinabili con il terzo richiamo (popolazione a rischio e ultrasessantacinquenni) a non esitare: "su 6 milioni di persone vaccinabili - ha detto, 2 milioni hanno già fatto il richiamo. Sono tanti, ma sono ancora pochi", ha concluso.

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