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Cesare Battisti dal carcere: "Comincio lo sciopero della fame". Il fratello di una vittima: "Mossa per impietosire"

Legale: 'Da un anno e mezzo in isolamento illegittimo'

Cesare Battisti

Redazione Ansa

"Avendo esaurito ogni altro mezzo per far valere i miei diritti, mi trovo costretto a ricorrere allo sciopero della fame totale e al rifiuto della terapia". Lo scrive l'ex terrorista dei Proletari armati per il comunismo, Cesare Battisti, in una lettera inoltrata al suo legale, l'avvocato Davide Steccanella. Legale che chiarisce che Battisti da oltre 1 anno e mezzo è in isolamento diurno nel carcere di Oristano, isolamento "di fatto del tutto illegittimo (la pena dell'isolamento diurno a suo tempo inflitta era di sei mesi per cui è stata scontata a giugno 2019)". 

"Spero che nessun politico e nessun giudice si faccia impietosire da questa mossa, lo conosciamo ormai, fa queste mosse per impietosire, negli anni è riuscito ad ingannare Lula e tanti altri". Lo ha spiegato all'ANSA Maurizio Campagna, fratello di Andrea Campagna, l'agente ucciso da Cesare Battisti il 19 aprile 1979 a Milano, a proposito della decisione dell'ex terrorista dei Pac di iniziare lo sciopero della fame per protestare contro la sua situazione carceraria, da lui ritenuta troppo dura. "Se qualche politico si farà ingannare - ha aggiunto Campagna - farò io lo sciopero della fame". Battisti "ci ha preso in giro fin troppo, non va preso sul serio - ha detto ancora - se viene tenuto in isolamento, un buon motivo ci sarà". 

"La morsa del DAP (Dipartimento Amministrazione Penitenziaria) - scrive Battisti nella lettera - messa puntigliosamente in esecuzione dalla autorità del carcere di Oristano, ha resistito provocatoriamente a tutti i miei tentativi di far ripristinare la legalità, e la dovuta concessione dei diritti previsti in legge, ma sempre ostinatamente negati. A nulla sono valse le mie rimostranze scritte o orali rivolte a questa Direzione, al Magistrato di Sorveglianza, all'opinione pubblica. A Cesare Battisti - scrive ancora lo stesso Battisti, condannato all'ergastolo per 4 omicidi e arrestato nel 2019 dopo 37 anni di latitanza - non è nemmeno consentito sorprendersi se nel suo caso alcune leggi sono sospese: è quanto mi è stato fatto capire, senza mezzi termini, da differenti autorità".

"Pretendere un trattamento uguale a quello di qualsiasi altro detenuto - si legge ancora nella missiva - è una contesa continua, estenuante e che coinvolge gli atti più ordinari del mio quotidiano: l'ora d'aria; l'isolamento forzato e ingiustificato; l'insufficiente attendimento medico; la ritensione arbitraria di testi letterari; le domandine sistematicamente ignorate; oggetti di varia utilità e strumenti di lavoro negati, anche se previsti dall'ordinamento penitenziario, ecc". Da qui l'annuncio dello sciopero della fame e del rifiuto delle terapie per malattie di cui soffre.

Il tutto, scrive Battisti, "affinché sia disposto il mio trasferimento in una Casa di Reclusione dove mi siano facilitate le relazioni con i familiari e con le istanze esterne previste dall'ordinamento nonché i rapporti professionali atti al sostentamento e al reinserimento. Chiedo - conclude - inoltre che sia rivista la mia classificazione nel regime di Alta Sicurezza (AS2) per terroristi, in quanto non esistono più di fatto le condizioni di rischio che la giustificherebbero".

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