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Coronavirus: oltre 200mila morti nel mondo. Bill Gates, 'Finanzierò vaccino'

Il filantropo punta su ricerca di Oxford. 20mila vittime in Gb

Redazione Ansa

Continua a salire il numero delle vittime del coronavirus in tutto il mondo. Sono 206.565 i decessi, secondo l'ultimo bollettino della Johns Hopkins University mentre i casi di contagio salgono a 2.972.315. Numeri impressionanti che ancora una volta vedono l'Europa epicentro della pandemia con oltre 120.000 vittime.

Negli Usa si registrano, intanto, 1.330 nuovi decessi mentre il presidente Donald Trump ha desiso di rinunciare ai consueti briefing quotidiani alla Casa Bianca sulla pandemia, preoccupato dell'impatto dell'emergenza sulla sua rielezione. "Non vale più la pena perderci tempo ed energie", ha twittato sfogando tutta la sua amarezza per la bufera che lo ha travolto, con il polverone sollevato per aver azzardato davanti alle telecamere l'idea che il virus si possa sconfiggere con iniezioni di disinfettante. Il malumore rischia di esplodere anche all'interno della Casa Bianca e del partito repubblicano. La paura è che le polemiche sugli show del tycoon, unite al bilancio sempre più grave della pandemia e alle inevitabili conseguenze economiche e sociali, porti a un crollo della popolarità del presidente.  

In Gran Bretagna si trova lo Jenner Institute dell'Università di Oxford, uno dei centri in cui si sta lavorando al vaccino contro il Covid-19. Il team di ricercatori guidati da Sarah Gilbert ha incassato il sostegno dell'uomo più ricco del mondo, Bill Gates, già impegnato con la sua Fondazione a sostenere il progetto Onu-Oms. Il co-fondatore di Microsoft ha assicurato che se l'antidoto di Oxford si rivelerà efficace comincerà a finanziarlo e garantirà che sia realizzata una produzione di massa. Il loro lavoro "è uno dei maggiori in corso", ha detto il filantropo sottolineando di essere già in contatto con diverse case farmaceutiche per la produzione di un eventuale vaccino.

Il Regno Unito è il quarto Paese europeo a superare i 20.000 morti ufficiali dietro Spagna, dove nelle ultime 24 ore si è registrato un lieve aumento delle vittime con 378 decessi nelle ultime ore, Italia e Francia. Alla Spagna spetta anche il triste primato del paese con il maggior numero di professionisti della salute infettati da coronavirus.

Intanto, con oltre 4 miliardi di persone in tutto il mondo ancora in lockdown, in alcuni Paesi cresce il dibattito sull'allentamento della misure. Spagna e Francia, ad esempio, cominceranno a togliere qualche restrizione dal 9 e dall'11 maggio. In Belgio da metà mese. L'Italia dal 4. La Danimarca ha riaperto da qualche giorno diverse attività, come parrucchieri e centri estetici, e le scuole materne ed elementari. La Svezia continua a non imporre nessun tipo di lockdown nonostante negli ultimi due giorni abbia registrato un record di contagi con 812 nuovi casi. In Germania la scorsa settimana hanno riaperto botteghe, negozi di biciclette e librerie ma l'Istituto Robert Koch chiede alla popolazione di non abbassare la guardia. Nel Paese guidato da Angela Merkel il numero di casi di coronavirus è alto, 155.418, ma quello delle vittime relativamente basso, 5.805. La Polonia ha annunciato la chiusura delle scuole per un altro mese, fino al 24 maggio.

Il triste record di Ny, il virus uccide bimba di 5 mesi  - Avrebbe compiuto 5 mesi fra pochi giorni e potrebbe essere la vittima del coronavirus finora più giovane al mondo, regalando agli Stati Uniti un altro triste primato oltre al numero complessivo dei contagi (965.910) e dei decessi (54.876). Il suo nome era Jay Natalie, ma grazie al suo spirito tenace e combattivo nell'ospedale del Bronx dove si è spenta per tutti era la 'warrior princess', la principessa guerriero. Figlia di una giovane coppia newyorchese di origini ispaniche (il padre è un vigile del fuoco) Jay Natalie era stata ricoverata a fine marzo con febbre alta e un principio di infezione alle vie urinarie e ai bronchi. Al primo test per verificare se avesse contratto il Covid-19, però, era risultata negativa. Non cosi' e' stato giorni dopo, quando per le crescenti difficoltà respiratorie è stata intubata. Proprio quando le sue condizioni sembravano migliorare, all'inizio della settimana l'improvviso peggioramento che ha portato all'arresto cardiaco. Ora i genitori, entrambe negativi al coronavirus, non si danno pace: dov'è stata contagiata la piccola? In ospedale, sul bus, nel treno della metro, oppure sono stati gli altri bimbi con cui è stata in contatto, la babysitter. Mentre per la statistica il caso di Jay Natalie, secondo i dati delle autorità sanitarie federali, si aggiunge a quelli degli altri tre bambini (tra uno e 14 anni) morti negli Usa a partire dal 2 aprile scorso. Intanto proprio New York, tuttora l'epicentro della pandemia in America, comincia a sperare. I 422 morti nelle 24 ore prima del weekend sono il dato più basso dal primo aprile, e portano il bilancio complessivo delle vittime nello stato a 16.162. Ma continua a calare anche il numero dei casi (una media di 6.000 al giorno contro gli 11.000 di inizio mese) e dei ricoveri (il 25% in meno rispetto al picco del 13 aprile). Ancora presto però per abbassare la guardia, ha sottolineato il governatore Andrew Cuomo, che con un decreto ha ordinato a tutte le farmacie indipendenti di effettuare test diagnostici.

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