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Austria prepara barriera anche al confine con Ungheria

Preoccupa l'entrata in funzione di un campo profughi

Migranti nel campo di Idomeni in Grecia

Redazione Ansa

L'Austria prosegue la sua azione di chiusura, non solo al Brennero, ma anche a est, nel Burgenland, al confine con l'Ungheria. Qui, come riferisce l'Apa citando fonti di polizia locale, è in preparazione la costruzione di una barriera ai passaggi di Moschendorf e Heiligenbrunn. Piani analoghi per una veloce reazione agli eventi sono previsti in altri due punti di passaggio del confine autro-ungherese. Preparativi intrapresi in vista dell'entrata in funzione di un campo profughi a Koermend, sul versante ungherese. Il campo di Koermend è una tendopoli con capacità di 350 posti letto. "Non sappiamo quando sarà operativa, pensiamo fra poco", ha detto il responsabile di polizia Werner Fasching all'Apa. Ma l'esperienza dello scorso anno insegna che da quel campo i profughi proveranno a raggiungere il confine austriaco a piedi, ha aggiunto. Per questo, il ministero dell'Interno ha predisposto la realizzazione dei due posti di controllo di frontiera e il loro monitoraggio. Le richieste di asilo che verranno presentate saranno valutate, chi invece non ha diritto alla procedura verrà respinto, ha fatto sapere Fasching. Intanto con l'accordo raggiunto a Berlino il governo tedesco ha predisposto "offerte ai migranti che hanno una buona prospettiva di rimanere nel paese, ma anche doveri per chi rimane". Lo ha detto Angela Merkel, presentando il progetto di legge sulla integrazione su cui il governo ha raggiunto una intesa nella notte a Berlino. La cancelliera ha parlato di un passo avanti di qualità. In un vertice prolungatosi fino a tarda notte, la coalizione di Angela Merkel ha trovato un accordo a riguardo. Si tratta di un pacchetto di misure concepito per affrontare la sfida dell'integrazione dei moltissimi rifugiati approdati nel paese lo scorso anno (oltre 1,1 milioni) e di una serie di provvedimenti anti-terrorismo .Prevede misure che facilitano l'ingresso del lavoro ai profughi. Fra queste, secondo la Dpa, anche l'offerta di 100 mila cosiddetti "ein-euro-Jobs", e cioè l'accesso al lavoro promosso con fondi pubblici, a tariffe di uno due euro l'ora, per riassorbire nel mercato del lavoro chi percepisce il sussidio di disoccupazione.

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