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Anche lo smartphone entra in guerra, dai selfie alle app

Telefonino intelligente protagonista in conflitto Israele e Gaza

Israel launches offensive in Gaza

Redazione Ansa

La guerra tra israeliani e palestinesi si vive anche attraverso lo smartphone. Ma attenzione, dicono i militari: "Il telefonino può essere il tuo peggior nemico". Se il conflitto del 2012 tra Stato ebraico e Gaza era stato indicato da molti come la prima guerra combattuta anche sui social network, oggi, a due anni di distanza, sono gli smartphone, i telefonini 'intelligenti', i grandi protagonisti. Le applicazioni e possibilità di utilizzo sono molteplici: si va dal serio al faceto. E' già un classico il selfie dal rifugio: Facebook e Istagram ne sono invasi. Popolarissima anche la cronaca di quanto avviene, minuto per minuto, fatta tanto dagli israeliani del sud che dai palestinesi di Gaza, su Twitter e Whatsapp. Ci sono account di 'professionisti' - come quello d'esercito israeliano o, dall'altra parte, quello delle Brigate Qassam, il braccio armato di Hamas, che posta anche in ebraico - ma altissima è la partecipazione dei semplici cittadini.    

Twittano, fotografano, riprendono e postano per far circolare informazioni di sicurezza o di propaganda. L'abitudine è talmente diffusa che, in questi 6 giorni dall'inizio dell'operazione 'Margine Protettivo', la radio dell'esercito israeliano sta facendo circolare uno spot, rivolto a soldati e civili, a cui si ricorda di non pubblicare online foto di basi militari. "Non potete sapere chi vedrà quelle immagini. Il telefonino può essere il vostro peggior nemico".    

C'è poi anche il rischio di contribuire a far girare bufale. Proprio oggi il Comando del fronte interno, l'unità militare che si occupa di dare istruzioni alla popolazione civile, ha dichiarato di non avere un account Whatsapp e che, quindi, tutti i messaggi a sua firma sono dei falsi. Se usato bene, però, lo smartphone può contribuire a salvare la vita. E' il caso di applicazioni che avvisano dell'arrivo di razzi in tempo utile per andarsi a rifugiare, come per esempio Yo-Red Alert, diventata subito famosa. Anche l'applicazione di Ynet, il primo sito d'informazione giornalistica israeliano, tiene costantemente aggiornati sui razzi sparati dalla Striscia e sui raid dello Stato ebraico. In questi giorni nelle case israeliane è tutto un trillare di cellulari. I servizi di messaggeria istantanea o chiamate online, come Whatsapp e Viber, consentono agli ebrei della diaspora venuti in Israele a trascorrere quest'estate, a studiare o che qui si sono appena trasferiti, di rassicurare famiglia e amici. In tempo reale e gratis.

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