Economia

L'ansia per l'energia e il costo della vita dominano le discussioni su Twitter

Trend topic più discussi a livello mondiale riguardanti il costo della vita

Nell'infografica di Talkwalker le menzioni di brand e la crescita della speculazione

Redazione Ansa

Costo dell’energia, dei carburanti e dell’affitto di casa sono i trend topic più discussi su Twitter a livello mondiale riguardanti il costo della vita. I tweet in cui sono state usate le parole chiave relative a questa tematica sono aumentati del 130% negli ultimi mesi, e in particolare energia e carburanti hanno occupato il 67,9% delle conversazioni degli utenti sui beni essenziali, mentre l’affitto è stato conversato cinque volte di più rispetto alle problematiche inerenti i mutui.

È quanto emerge dall’analisi eseguita da Talkwalker, piattaforma di Consumer Intelligence che assiste con tecnologia proprietaria di listening basata sull’IA (intelligenza artificiale) brand, aziende e organizzazioni  sul tema della customer, social e market Intelligence, sulle oltre 16 milioni di conversazioni effettuate su Twitter in merito all’inflazione e ai conseguenti cambiamenti economici a livello globale.

Dal report viene evidenziato come si stiano moltiplicando le conversazioni sul costo della vita, in particolare tra le nuove generazioni. Gli utenti della fascia demografica più giovane discutono più attivamente su Twitter di questa tematica. Nello specifico la fascia d’età 25-34 anni ha condotto il 46% delle conversazioni su questo argomento, con un picco percentuale (+144%).

Due topic in particolare sono quelli dominanti: i costi dell'energia e del carburante sono, infatti, le principali conversazioni su Twitter. Da un lato il gas è un tema fortemente discusso poiché́ riguarda l'aumento dei costi del combustibile per il riscaldamento e dall’altro la benzina tiene banco tra i tweet per l’aumento del costo dei carburanti. Legato proprio a quest’ultimo puntonegli ultimi 12 mesi vi è stato un netto aumento delle menzioni che hanno preso in esame i veicoli elettrici, come mezzi alternativi da utlizzare per contrastare il caro-carburanti, ma andando ad analizzare nel dettaglio il sentiment, ovvero il tenore dei vari commenti monitorati, si nota come molte di quelle menzioni avessero una connotazione negativa. Le espressioni più comuni utilizzate, infatti, sono state ‘posso a malapena permettermelo’ e ‘non posso permettermelo’.

In un clima di costante incertezza, su Twitter gli utenti discutono su quali possano essere le soluzioni più efficaci da adottare per arginare gli aumenti di energia, prodotti e materie prime. Le persone si aspettano che i governi promuovano un cambiamento sociale mettendo in atto politiche che riescano a contenere l'impatto del costo della vita sui cittadini.

Dal nostro monitoraggio emerge come circa il 15% di tutte le conversazioni Twitter sul costo della vita menzionino le tasse. Tra queste l’hastag #TaxTheRich è uno dei trend emergenti, con un aumento del 193.7% rispetto all'anno precedente. Ma non solo, perché per contrastare il costo della vita, gli utenti di Twitter condividono sempre più consigli per risparmiare, compresi coupon e sconti. Non è un caso che le menzioni #SaveMoney o hashtag simili abbiano raggiunto il 17% su base annua.

Ma non solo energia, anche i costi da sostenere per la casa tengono sempre più banco tra i tweet mondiali legati al costo della vita. Le problematiche riguardanti l’affitto infatti sono il terzo tema più discusso su Twitter, menzionate ben 5 volte di più di quelle che riguardano i mutui, questo dovuto alle maggiori difficoltà che gli affittuari devono affrontare con i crescenti costi.

In conclusione da tenere in considerazione un interessante aspetto che emerge dall’analisi Talkwalker e che coinvolge aziende, brand e prezzi.

I consumatori si aspettano che i prezzi rimangano quanto più equi possibili, accettando un aumento a patto che sia il risultato di un processo onesto, dovuto all'aumento dei costi dei materiali o dei salari e comunicato con tempestività e trasparenza.

Altrimenti il rischio è quello che venga percepito come una mera speculazione a spese dei clienti stessi.  Le menzioni dei brand e l'espressione speculazione sono aumentate significativamente a maggio 2022, abbiamo registrato, infatti, un +185% rispetto al picco precedente di menzioni ad agosto 2021. Un dato significativo che fa comprendere molto bene quanto la questione dell’aumento dei prezzi sia un argomento molto sentito dai consumatori e che brand e aziende non possono ignorare se vogliono mantenere la fiducia dei loro clienti nel lungo periodo.

Leggi l'articolo completo su ANSA.it