Economia

Superbonus motore d'avviamento dell'economia

Confindustria: 'In due anni impatto di 1% sul Pil'

Emanuele Orsini

Redazione Ansa

Secondo le stime del Centro Studi di Confindustria, l'applicazione del superbonus 110% " attiverà in due anni 18,5 miliardi di spese con un impatto positivo sul PIL pari a circa l'1%". Lo afferma il vicepresidente per Credito, Finanza, Fisco di Confindustria, Emanuele Orsini, in audizione alla Camera. Il Superbonus 110%, spiega, "è come il motorino di avviamento delle autovetture, prima mettiamo in moto, prima l'economia riparte". È in grado di "rimettere in moto l'intera filiera delle costruzioni", riqualificare il patrimonio immobiliare, aiuta a raggiungere gli obiettivi climatici e "prevenire i danni causati da eventi sismici".

 La proroga del superbonus "almeno fino al 31 dicembre 2023" e la semplificazione burocratica e normativa vanno affrontati "con urgenza nel primo provvedimento utile ". 
    "Accanto alla proroga - spiega Orsini - è necessaria l'adozione urgente di alcuni correttivi che consentano alla misura di liberarne tutto il potenziale" e per questo si aspetta che le risorse, 22,26 miliardi già allocati dal governo, "siano incrementate il prima possibile".
    In particolare, sostiene Confindustria, "occorre rimuovere i diversi ostacoli burocratici e normativi" e "trovare un bilanciamento tra i requisiti necessari a tutelare l'interesse erariale e l'accesso e l'utilizzo dell'incentivo". Secondo alcune indagini condotte a fine 2020, "una famiglia su tre, seppur interessata all'agevolazione, si dichiara intenzionata a rinunciarvi, in ragione della sua complessità".
    Secondo Confindustria, tra le criticità, non si può lasciare "fuori gli immobili delle imprese (si pensi ad un hotel, o un edificio amministrativo nel centro di una città". Infine, l'incertezza sui tempi "porta alla conseguenza per cui alcune banche preferiscono non impegnarsi nell'acquisto di crediti relativi a lavori da completare o, addirittura, eseguire nel 2022", interrompendo iter già avviati. E poi un richiamo sui processi di rafforzamento del sistema creditizio che "non debbano in alcun modo pregiudicare il legame con i territori e la capacità di servizio all'imprese". 

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