Economia

Bce, Grexit possibilità. Varoufakis, andremo a Corte Ue

Mario Draghi

Redazione Ansa

Un'uscita della Grecia dall'area euro e' ora una possibilita', ''non puo' piu' essere esclusa''. Benoit Coeure', consigliere esecutivo della Bce, apre all'ipotesi Grexit in quello che rappresenta il commento finora piu' diretto dell'Eurotower sulla possibilita' di un addio alla moneta unica da parte di Atene. Un'apertura affidata a un'intervista a Les Echos, alla quale risponde indirettamente il ministro delle finanze greco, Yanis Varoufakis, dalla pagine del Telegraph, 'minacciando' un ricorso alla Corte di giustizia europea per bloccare l'eventuale espulsione della Grecia dall'euro. ''Considereremo di certo un'ingiunzione alla Corte di giustizia europea. La nostra appartenenza non e' negoziabile'', afferma Varoufakis. Secondo indiscrezioni riportate dal Telegraph, Atene non esclude un'azione anche contro la Bce per aver congelato la liquidita' di emergenza per le banche greche. ''Useremo tutti i nostri diritti legali'', mette in evidenza Varoufakis, ammettendo che le banche greche hanno abbastanza liquidita' per andare avanti fino al referendum, anche se il controllo dei capitali imposto rende difficile la vita alle aziende greche. Una richiesta di ingiunzione alla Corte europea - riporta il Telegraph - sarebbe uno sviluppo senza precedenti, che rischia di complicare ulteriormente la crisi. Nelle prossime ore ci sara' la prima svolta: e' infatti in scadenza il rimborso all'Fmi che la Grecia non sarebbe - secondo indiscrezioni - orientata a rispettare.

Intanto Fitch taglia il rating delle banche greche a 'RD', restricted default, dopo il controllo dei capitali imposto. La 'minaccia' di Varoufakis arriva mentre la Bce apre alla possibilita' di un'uscita della Grecia dall'euro. Le autorita' europee e l'Eurotower vogliono che la Grecia resti nell'area euro, ma ''sfortunatamente'' la possibilita' di un addio non puo' piu' essere esclusa. E questo e' il ''risultato della scelta del governo greco a mettere fine alle discussioni con i creditori e di indire un referendum, spingendo l'Eurogruppo a non estendere il secondo programma di aiuti'', afferma Coeure', dicendosi sicuro che se al referendum prevarra' il si' le autorita' dell'area euro troveranno un modo per onorare gli impegni. Se prevarra' il no sara' difficile ristabilire un dialogo politico.

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