Economia

Poletti, se l'Italia non accetta il cambiamento 'sbraga'

Il ministro del Lavoro: la spending review non sarà una scampagnata

Il Ministro del Lavoro e Politiche Sociali Giuliano Poletti

Redazione Ansa

BOLOGNA, 20 MAR - ''La revisione della spesa non è mai stata e non sarà mai una simpatica gita domenicale''. Lo ha detto, a margine di un convegno a Bologna, il ministro del Lavoro Giuliano Poletti. Il commissario Carlo Cottarelli, ha aggiunto, ''ha fatto il suo lavoro, ha utilizzato dei parametri e su questa base ha reputato di rappresentate un ventaglio di opzioni: il Consiglio dei ministri valuterà e deciderà quando, se, e come applicare quelle indicazioni''.

Sul fronte della revisione di spesa, ha proseguito Poletti, ''il Consiglio dei ministri non ha affrontato questa discussione in nessuna sede, credo sia del tutto giusto che lo possa fare guardando il merito delle cose''. Quanto ai tempi, ha sottolineato il ministro del Lavoro, tra poche settimane ci sarà la scadenza del Def: ''In quel documento ci sarà indicato in maniera esplicita quanto e come intervenire sulla revisione di spesa''. ''Tutti ci dicono 'i tagli vanno bene basta che non tocchino a me': credo - ha aggiunto - che questo sia difficile da pretendere perché se si taglia la spesa da qualche parte un effetto di produce. Dovremo prenderci la responsabilità di decidere - ha concluso Poletti - e lo faremo''.

A chi gli chiedeva un commento sul Jobs act ed in particolare sull'ipotesi dei contratti a termine Poletti ha precisato: ''A me pare un processo di stabilizzazione non di destabilizzazione: lo dicono i numeri, non è una mia idea, quindi faremo una verifica guardando ciò che accade concretamente''. ''Non faccio le gare a chi scrive la legge esteticamente più bella o più garantista - ha concluso - guardo ai lavoratori''.

Quindi la stoccata. ''Siamo dentro a delle dinamiche di cambiamento - ha osservato riferendosi al mondo del lavoro - e se non accetteremo questa idea e non costruiamo gli strumenti per collegare ciò che era con quello che sarà, un pezzo di Paese rimane fermo e un pezzo va avanti, l'Italia si sbraga. Questo - ha concluso - è una cosa che dobbiamo evitare tutti insieme''. 

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