Cultura

Emma, magazine per raccontare me stessa

Il 16 novembre esce "Essere Qui - BooM Edition" con 4 inediti

Redazione Ansa

"E' un progetto incredibile, non pensavo di riuscire a realizzarlo". Emma, in un bar di Roma in una mattina di cielo limpido e sole autunnale, sfoglia tra le mani, con orgoglio, la sua ultima creatura: "Essere Qui - BooM Edition", la ristampa del suo ultimo album, con 4 nuovi inediti, tra cui il singolo Mondiale attualmente in radio e Inutile canzone che porta la sua firma, all'interno di un vero e proprio magazine (disponibile dal 16 novembre nella versione deluxe). La sua ultima scommessa. "Interamente scritto ed edito da me", tiene a precisare la cantante che si è data al suo pubblico senza filtri, senza remore. "Un magazine nel quale ho raccontato delle storie, che sono le mie, ma nelle quali possono riconoscersi tutti: quelli che hanno passione per la musica, quelli che si sono dovuti trasferire. E vorrei che Boom continuasse a uscire, rigorosamente in formato cartaceo, indipendentemente dai miei progetti discografici. Anche per dare voce a giovani scrittori, giovani fotografi, giovani artisti. Il disco invece è come doveva essere fin dall'inizio, ma sarebbe stato troppo lungo".

Un modo nuovo per ribadire ancora una volta la volontà di fare ciò che si sente "senza la paura di non piacere" e "anche perché le cose scritte nero su bianco hanno un effetto diverso".
Al grido di "libertà", la bandiera che ha sempre sventolato alta da quando ha iniziato, "perché è il principio con il quale mi hanno cresciuto i miei genitori. Libertà e rispetto. Devi essere te stesso e sentirti libera di esprimerti senza aver paura di non piacere. Non voglio sentirmi limitata o chiusa in un recinto Solo in Italia se sei una cantante o un'attrice e ti cimenti in altro, vieni criticata. Siamo un paese bigotto".
Una Emma combattiva, come sempre, che non si nasconde dietro al personaggio. "Io sono questa. Il lavoro è la mia vita e la mia vita è il lavoro. Con i pro e i contro. Per questo mi dispiaccio quando vedo che un clic o un like vale più della persona. Mai come ora c'è così tanta violenza in giro, verbale e non. E tutti siamo responsabili". Emma punta il dito anche contro certa "faciloneria" nell'etichettare le persone. "Sono 10 anni che dicono che io sia gay. Ho le spalle larghe e non mi interessa, ma bisognerebbe ricordarsi che l'omofobia uccide. Ci sono ragazzi che si buttano giù dai palazzi per la vergogna. E siamo tutti responsabili. Ho rispetto per chi rende pubblico il suo orientamento sessuale, ma anche per chi non lo fa".

In tempo di rumors sul prossimo festival di Sanremo, assicura che lei per il 2019 non ci sarà. "Per quest'anno no, ma anche per i prossimi. Io ho già vinto, lascio spazio a chi lo merita.
Se mi invitano, vado come ospite". Della sua esperienza come valletta al fianco di Carlo Conti nel 2015 dice: "i 15 giorni più difficili della mia vita, con ore e ore di estenuanti prove.
Da cantante mi sono divertita molto di più". Dopo la prima parte del tour "Essere qui", a febbraio 2019 Emma tornerà in tour nei palasport con il suo personale club musicale Exit. Il via il 15 febbraio da Bari, poi Reggio Calabria il 16, Eboli il 18, Livorno il 20, Ancona il 22, Bologna il 23, Milano il 26, Brescia il 27. Si chiude a Roma, la città che l'ha adottata, il 1 marzo. "Amo Roma e la difendo, anche se in questi 10 anni ho visto un progressivo senso di abbandono. E' come una bella donna che dai per scontata, ti ci abitui. Ma rimane sempre la città più bella del mondo". 

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