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E' morto Akira Toriyama, l'autore di Dragon Ball

Aveva 68 anni, era considerato uno dei pionieri dei manga

Redazione Ansa

 Alla notizia della sua morte a migliaia di appassionati italiani saranno certamente tornate in mente le corse all'uscita da scuola per non perdersi la nuova puntata di Dragon Ball che, dopo una prima messa in onda su Junior Tv, Italia 1 trasmetteva subito dopo pranzo a partire dalla fine degli anni '90, a successo ormai conclamato. Una pausa davanti ai televisori, quasi sempre ancora con tubo catodico all'epoca, che ha segnato una generazione, che ora omaggia con affetto sui social Akira Toriyama, l'ideatore della serie manga da cui fu tratto il cartoon, scomparso a 68 anni il primo marzo, ma la notizia è stata diffusa solo oggi. Toriyama è uno dei fumettisti più amati di sempre, non solo in Giappone. I suoi lavori hanno, infatti, superato i confini nazionali, come pochi altri nel panorama dei manga, probabilmente per la sottile ironia che li contraddistingueva, capace di prendere di mira alcuni punti fermi della cultura nipponica, irridendo ad esempio la figura del maestro disegnata con i difetti e le debolezze dell'uomo comune. I suoi personaggi, caratterizzati da fissazioni e stranezze e dal culto di tutto quello che veniva considerato carino, o in qualche modo strambo, in patria, hanno conquistato via via il mondo occidentale, anche con il merchandising. Nato nel 1955 a Nagoya, nella prefettura di Aichi, nel Giappone centrale, Toriyama iniziò a disegnare sin da piccolo.
    Venne colpito in particolare dalla Carica dei 101, il film Disney che ispirò le figure rotonde e minute, spesso in controtendenza rispetto a quelle degli altri manga shonen, rivolti principalmente a un pubblico maschile, che hanno caratterizzato tutti i suoi fumetti, come in Dragon Ball, ma prima ancora in Dr. Slump. Tra le particolarità della sua opera anche quella di immortalare le persone che gli erano vicine: sua moglie, i suoi colleghi, ma soprattutto il suo editore Kazuhiko Torishima che l'autore prendeva in giro per il debole nei confronti delle belle ragazze. I suoi racconti sfidavano spesso le regole del senso comune, come quando le vignette venivano solo parzialmente disegnate e i personaggi attraversavano gli spazi bianchi tra l'una e l'altra. Pubblicata sul settimanale Shukan Shonen Jump dal 1980 al 1984 e in Italia oltre un decennio dopo da Star Comics, Dr. Slump fu la sua prima serie ad avere un riscontro mondiale e gli valse il Premio Shōgakukan, uno dei più prestigiosi del Paese.
    Il manga, da cui furono tratti due serie animate, racconta la storia di un inventore scapolo, amante delle donne, che dà vita ad Arale, un robot bambina che diventa poi la vera protagonista della serie. Ingenua, fortemente miope, Arale è dotata di una grande forza fisica, che diventa fonte continua di guai nel villaggio animato da buffi animali antropomorfi e versioni caricaturali di personaggi di fantascienza, tratti da film come Godzilla, Star Wars e Star Trek. Uno dei simboli della serie è la cacca rosa, che gli animali lasciano per strada e che i protagonisti guardano perplessi e toccano col dito. Il successo per Toriyama arrivò, però, in particolare con Dragon Ball, serializzato prima dal 1984 al 1995 sulla rivista Weekly Shonen Jump e poi pubblicato in 42 volumi, che hanno venduto più di 260 milioni di copie in tutto il mondo. Prendendo ispirazione dal classico della letteratura cinese Il viaggio in Occidente e per i combattimenti dai film su Jackie Chan, Dragon Ball narra le avventure di Son Goku, mentre si allena nelle arti marziali ed esplora il mondo, incontrando amici e nemici che minacciano la pace, alla ricerca di sette sfere magiche, in grado di evocare un drago capace di esaudire un desiderio. La sua ironia torna in particolare nel personaggio di Muten, maestro di arti marziali di Son Goku, che ha il debole delle ragazze giovani e carine, che rifiutano, anche energicamente, le sue avance. Il manga generò una serie di anime, come Dragon Ball Z e Dragon Ball Super, colonne sonore, videogiochi e altri contenuti collegati al merchandising e fu di ispirazione per molti altri fumettisti, tanto che per i 40 anni della prima uscita alcune cover dei 42 volumi furono rifatte da altri noti artisti.

 

 

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