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Daniele Petruccioli, un romanzo su Maria, madre di Gesù

In libreria 'Si vede che non era destino'

Redazione Ansa

(ANSA) - ROMA, 05 APR - DANIELE PETRUCCIOLI, 'SI VEDE CHE NON ERA DESTINO' (TERRAROSSA EDIZIONI, PP. 206, EURO 15,50) Il romano Daniele Petruccioli (1970) è scrittore, docente, traduttore, attore. Tra i suoi romanzi: 'La casa delle madri' (TerraRossa Edizioni 2020) selezionato nella dozzina del Premio Strega. Il nuovo libro di Petruccioli s'intitola 'Si vede che non era destino' (TerraRossa 2023) e ha come protagonista una giovane di nome Maria. Maria non è un nome a caso, perché la Maria di cui Daniele Petruccioli vuole parlare è la Vergine Maria, madre di Gesù. Petruccioli immagina e crea una sua Maria: persona speciale, fuori dal comune; fin dalla tenera età ha delle visioni e per questo appare strana agli occhi degli altri, ode delle voci, si sente circondata da bambini, forse angeli, talvolta il mondo le appare ricoperto d'argento, ha dei momenti di 'stupor'.
    Maria, dubbiosa, parla di sé in prima persona e si pone domande: "Forse ho un qualche tipo di malattia, anche se in casa nessuno si è mai azzardato a dire questa parola. Però ti senti un po' sbagliata, un po' malata, se vedi cose che vedi solo tu e gli altri no, e che ti sembrano più vere delle cose che vedono tutti gli altri. Mi piacerebbe tanto essere come tutti gli altri. Ma si vede che non era destino".
    Gesù, nel romanzo, ha il nome di Ieshua ed è un ragazzo molto coraggioso: "così incardinato nel presente, crede così tanto in tutto quello che vive, nel modo in cui lo vive, che preoccuparsi del futuro gli è semplicemente impossibile. Il futuro è profondamente legato alla paura. Perciò è la stessa parola 'futuro' a risultargli estranea. Mio figlio non ha paura di niente. È questo che mi terrorizza'".
    Maria si sente sola, incompresa: "Giuseppe non mi parla, mio figlio mi sfugge. Fra loro niente, non una parola, solo sguardi.
    Ma sono occhiate sfalsate. Si capisce che si inquietano uno per l'altro e che hanno la delicatezza di non volerlo dare a vedere, di non volere che l'altro se ne accorga. Lo apprezzo. Ma i loro sguardi cupi, che si alzano solo quando l'altro è distratto o rivolto altrove, sono uno strazio. Due uomini così profondi, intelligenti. Possibile che non si accorgano che in questo modo fanno solo peggio?".
    Petruccioli fa della famiglia in cui nasce Dio una famiglia umanissima, come tante, e la Maria di queste pagine è una donna col suo bagaglio di fragilità, amore, dolore, talvolta rassegnata, una donna che per accettare ciò che non comprende si affida a una frase: "si vede che non era destino". (ANSA).
   

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