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Roccella, in casa mia si respirava clima anticlericale

Ministra presenta Una famiglia radicale a Messina

Redazione Ansa

 "Questo libro racconta la storia della mia famiglia, che era abbastanza scombinata e all'avanguardia rispetto quello che è stato il mainstream della nostra epoca. Tuttavia era ancora una famiglia". Lo ha detto Eugenia Roccella ministra per la famiglia, la natalità e le pari opportunità oggi al Museo regionale a Messina per presentare il suo libro "Una famiglia radicale" (Rubettino). "Volevo - ha aggiunto - ricordare in particolare mio padre, Franco Roccella, tra i fondatori del Partito Radicale, il ruolo che ha avuto nella cultura laica del nostro Paese, anche se io poi proprio grazie ad alcune sofferenze che ha provocato questo modo di vivere, ho preso tutt'altra strada. Era una famiglia all'avanguardia rispetto a quello che oggi è il senso comune, il modo di vivere normale che invece allora era un'eccezione. Ad esempio io non dovevo essere battezzata quando negli anni '50 tutti i bambini venivano battezzati. Anche la storia del mio avvicinamento al mondo cattolico è stata molto personale perché a casa si respirava un clima fortemente laico, anticlericale e anche un po' antireligioso". "L'avanguardia che in quel momento era il partito radicale e la mia famiglia che era all'interno di quell'ambiente e di quella cultura, poi poi è diventata mainstream. È diventata la cultura di tutta la Sinistra, - osserva - di tutti gli ambienti dello spettacolo, delle organizzazioni internazionali". "Da questo libro vorrei che emergesse il mio grande amore per la Sicilia, perché anche se sono nata a Bologna e ho questa appartenenza, questa la sento come la mia patria", ha affermato Roccella. Ad attendere la ministra fuori dal museo un gruppo di giovani dell'associazione 'Non una di meno Messina' che hanno esposto uno striscione dove era scritto "Libere di abortire felicemente".
    "Il mio è un grande amore anche per quel modo di vivere - ha aggiunto Roccella -che c'era nella provincia siciliana di quegli anni che era un modo molto comunitario, di una mescolanza tra persone diverse, classi sociali, età che per sono state un imprinting importante. Poi il messaggio che vorrei che emergesse è che la libertà che è importantissima, resto una liberale innamorata della libertà, deve essere sempre coniugata con il senso di responsabilità. Mentre oggi questa cultura dei diritti che viene molto sostenuta non ha più un bilanciamento con il senso di responsabilità nei confronti degli altri, della comunità, del bene comune". (ANSA).
   

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