Cultura

'Giorgio Ambrosoli', ricordo carico di emozioni della figlia

Francesca, era molto normale e semplice ma anche molto rigoroso

Redazione Ansa

(ANSA) - MILANO, 06 OTT - "Caro nonno Giorgio, sono passati 42 anni da quella notte tra l'11 e il 12 luglio 1979, quando ti hanno tolto la vita sul marciapiede di una Milano deserta.
    Eppure, tanti dei tuoi principi sono rimasti, e ogni anno, come un miracolo storico, quel tuo senso di libertà, giustizia e rigore morale cresce nelle coscienze di tanti". Basta l'incipit della 'Lettera del nipote', Stefano, per spiegare meglio di mille parole il libro 'Giorgio Ambrosoli-Dolore, orgoglio, memoria' scritto dalla figlia Francesca che aveva 11 anni quando il magistrato fu barbaramente ucciso.
    Il volume, per i tipi della Edizioni San Paolo (206 pp, 16 euro), è stato realizzato con la giornalista Luisa Bove ed è prefato da don Luigi Ciotti. "Mi ha spinto un insieme di temi scritti da ragazzi del liceo classico Salvador Allende che mi hanno avuto ospite nella loro scuola - ha spiegato la figlia vincendo la sua nota riservatezza durante la presentazione all'Ambrosianeum -. E' stata l'occasione, con questi scritti molto carini e affettuosi, per raccontare la storia dal punto di vista dei sentimenti e delle emozioni che ho provato fin da ragazzina e poi crescendo prima con papà e poi senza". "Di lui ricordo la vita in famiglia molto normale e semplice ma con una persona molto rigorosa, molto affettuosa, capace di giocare ma anche di essere severo al momento giusto - ha aggiunto -. La lezione che ha dato è la professionalità, il contributo intellettuale, l'amore per il proprio Paese".
    All'incontro era presente anche Gherardo Colombo, ex magistrato del pool di Mani Pulite, che si è più volte commosso: "Non lo conoscevo di persona, potrò averlo incrociato e salutato qualche volta forse - ha ricordato -. L'ho conosciuto professionalmente via via che abbiamo indagato sul suo omicidio.
    Questo libro porta dentro tante emozioni e fa scoprire il privato e l'umanità di Ambrosoli e il dolore di chi è rimasto".
    (ANSA).
   

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