Cultura

Zalone, invitai a pranzo Meloni, ma voto Pd

Mi mandò un WhatsApp chiedendo di incontrarmi. Io non incontro mai politici, però non volevo deludere i miei amici

Redazione Ansa

Un invito a pranzo a Giorgia Meloni in Puglia e la scelta di votare Pd. Checco Zalone racconta, tra le altre cose, i suoi orientamenti politici in un'intervista di Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera.
   

"Un'estate ero in vacanza in Puglia con gli amici delle mie figlie, tutti fascistoni, quindi fan di Giorgia. Pure lei era in vacanza lì vicino - racconta l'attore -. E mi mandò un WhatsApp chiedendo di incontrarmi. Io non incontro mai politici, però non volevo deludere i miei amici. Pensai a un caffè in gran segreto, ma loro si ribellarono: "La devi invitare a pranzo a Giorgia!".
   

Così le ho mandato questo WhatsApp, legga: "Abbiamo affittato un villino anni 80 (condonato). Ci sono panzerotti, riso patate e cozze, parmigiana, latticini... Hai allergie e intolleranze, oltre a quelle che già conosciamo?". La Meloni risponde seria che è allergica alle nocciole. Poi però la chat continua... "Qui comincia la parte erotica, ma non posso fargliela leggere - risponde Zalone -. Scherzo, dai. Non ci siamo più visti né sentiti. Mi ha mandato un messaggino per chiedermi come andava lo spettacolo, e io le ho risposto. Tutto qui. Dalla politica mi tengo lontano".
    Poi però l'attore aggiunge che trova Elly Schlein "stupenda e bellissima" e fa sapere che nelle urne si è schierato dalla parte "dei perdenti. Sono del 1977, votai per la prima volta nel 1996: Berlusconi secco. Perse. Poi non mi ricordo: ho rimosso.
    Di sicuro ho votato Renzi, e ha perso pure lui. L'ultima volta ho votato Pd, e ha straperso".
    Zalone dice la sua anche sulle armi all'Ucraina: "Abbiamo fatto una scelta, l'Occidente. E dobbiamo adeguarci. Pure la Meloni si è adeguata". 
   

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