Cultura

L'ultimo film di De Rienzo nel mondo in bilico di Takeaway

Ad Alice nella città poi in sala con Fandango

Redazione Ansa

Un preparatore atletico sospeso a vita dalla Federazione per aver dispensato doping agli atleti dei quali si occupava, che decide di tornare 'in attività' per la giovane donna che ama, Maria (Carlotta Antonelli), marciatrice con il sogno di una medaglia . E' Johnny, l'ultimo personaggio interpretato con intensità da Libero de Rienzo (scomparso a luglio), in Takeaway, il dramma di Renzo Carbonera, con Paolo Calabresi, Anna Ferruzzo e Primo Reggiani, che debutta nel concorso di Panorama Italia ad Alice nella città, sezione autonoma della Festa del Cinema di Roma, e prossimamente in sala con Fandango.
    "In fase di preparazione al Terminillo (dove il film è ambientato) abbiamo ripreso in mano il film insieme anche Libero e a Carlotta e riscritto i rapporti fra i personaggi - spiega Carbonera all'ANSA - rendendoli molto più complessi e indecifrabili. Molta dell'energia nel film viene da lui, ci ha insegnato molto".
    Maria "è una ragazza che vuole avere una possibilità, ma non ha la lucidità per capire che stia per intraprendere un percorso pericoloso" dice Carlotta Antonelli. "Tra il mio personaggio e Johnny c'è un rapporto di dipendenza e paura che è un po' lo stesso rapporto che un atleta può stringere con il doping" aggiunge. Recitare "con Libero è stata "un'esperienza impagabile".
    In Takeaway "volevo creare una sorta di spirale di autosabotaggio, perché in queste cose si entra e si fa molta fatica a uscire" aggiunge Carbonera. La storia riflette un mondo "che cerca di non sprofondare". Per il regista il film è una metafora "della corsa al successo ad ogni costo, che porta spesso a decisioni spregiudicate, in tutti i campi, anche quello economico. E' anche il motivo per cui ho ambientato la storia durante la crisi del 2008". Paolo Calabresi e Anna Ferruzzo, interpreti dei genitori di Maria reputano preziosa l'occasione di aver potuto recitare di nuovo con De Rienzo: "Ha messo nel ruolo la sua straordinaria verità, la capacità di raccontare il dolore attraverso gli occhi" spiega l'attrice. Per Calabresi "è stato un bel regalo ricevuto dalla vita vivere questa esperienza con lui". (ANSA).
   

Leggi l'articolo completo su ANSA.it