Cultura

Statua Teddy Roosevelt su terre Nativi, artisti protestano

monumento sfrattato da New York dovrebbe andare in North Dakota

Redazione Ansa

(ANSA) - NEW YORK, 23 FEB - Non c'e' pace per la statua di Teddy Roosevelt sfrattata dal Museo di Storia Naturale e dalla citta' di New York per l'atteggiamento coloniale con cui e' ritratto il 26esimo presidente degli Stati Uniti: un nutrito gruppo di oltre 140 artisti e studiosi ha obiettato al trasferimento del monumento sul campus di una nuova Biblioteca Presidenziale che dovrebbe sorgere su terre confiscate ai Nativi del North Dakota. L'appello firmato, tra gli altri, da Alicia Grullon, Hans Haacke, Walid Raad, Michael Rakowitz e Dread Scotto implora la citta' di fondere, riciclare e eliminare la statua la cui composizione implica gerarchie razziali con l'ex presidente vestito da condottiero a cavallo e ai suoi piedi un nativo e un afro-americano a torso nudo. Il trasferimento in North Dakota "e' un errore", scrivono artisti e storici dell'arte, che "ha il solo effetto di amplificare i mali che emergono dal messaggio razzista della statua". New York non deve "scaricare la sua spazzatura culturale su altre comunita'", afferma la petizione, che chiede al comune di respingere il trasferimento. La statua equestre era stata rimossa dal piedistallo fuori dal museo di Storia Naturale il 18 gennaio, quasi due mesi dopo la decisione del museo di rimuoverla dal suo ingresso su Central Park in vista del trasferimento, annunciato lo scorso novembre, nella futura Theodore Roosevelt Presidential Library, che dovrebbe aprire nel 2026 a Medora, in North Dakota. La Library sara' costruita vicino al ranch di Roosevelt e il Theodore Roosevelt National Park. Vaste aree del parco sorgono su terre confiscate ai popoli indigeni Mandan, Hidatsa e Arikara (MHA) a partire dalla meta' dell'Ottocento. L'annuncio aveva scatenato l'ira dei leader tribali che non erano stati consultati preventivamente: "La nostra nazione sara' scoraggiata e potenzialmente offesa se il monumento troverà; posto nei pressi delle terre dei nostri antenati", aveva protestato Mark Fox, presidente della MHA Nation, definendo la decisione "ignorante e inappropriata". (ANSA).
   

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