Cultura

Il Sud e il cinema di Pino Settanni

Mostra a Roma racconta l'Italia, i Balcani, l'Afghanistan

Redazione Ansa

Nel 1949 a Grottaglie, in Puglia, nasceva Pino Settanni e in quella città, da ragazzo, mentre lavorava come operaio all'Italsider, cominciò a imprimere su pellicola l'umanità che aveva intorno. Uno sguardo che non nascondeva il profondo legame con la sua gente e che, al tempo stesso, poneva una riflessione antropologica e mai retorica su stati d'animo e espressioni che la quotidianità rendeva invisibili ma che, a ben vedere, chiedevano disperatamente di essere compresi. Dal 29 marzo al 28 maggio 2017, la mostra "Viaggi nel quotidiano. Dal cinema alla realtà 1966-2005" propone una selezione di ottanta scatti del fotografo al Teatro dei Dioscuri al Quirinale di Roma: un reportage libero e lontano dalle pretese del fotogiornalismo che, nell'arco di quarant'anni, dal bianco e nero ai colori della fotografia digitale, racconta il Mezzogiorno d'Italia, i Balcani e l'Afghanistan, e raccoglie alcuni ritratti dedicati al mondo del cinema e della cultura.
I paesaggi poveri e familiari del Mezzogiorno d'Italia, dagli anni Sessanta al 1980; i palazzi crivellati dai proiettili nei Balcani, dove il fotografo ha viaggiato alla fine degli anni Novanta su commissione dell'Esercito Italiano impegnato in missione di pace, e ha immortalato i lasciti di un passato asburgico mescolati con l'atmosfera post-comunista; l'Afghanistan dei primi anni Duemila, con le sue donne coperte dai burqua che svolgono lavori estenuanti sotto l'indifferenza degli uomini, in un contesto quotidiano in cui non sono rari attentati e agguati dei ribelli. "Queste fotografie di Pino Settanni - scrive Domenico De Masi nel catalogo della mostra - ci certificano la condizione dei perdenti, visti con l'occhio esteticamente sublime di un fotografo dotato di straordinaria sensibilità sociologica".
Infine, il legame tra Pino Settanni e il mondo del cinema e dell'arte, al quale era stato introdotto da Monique Gregory, che dirigeva una galleria d'arte in via del Babuino e che è poi divenuta sua moglie. Tra le opere esposte nella mostra, c'è una foto di Monica Vitti, accompagnata da un testo firmato dalla stessa attrice, o l'immagine di Renato Guttuso, immortalato nel dipingere un ritratto di Alberto Moravia. "Viaggi nel quotidiano. Dal cinema alla realtà 1966-2005", curata da Monique Settanni, Gabriele D'Autilia e Enrico Menduni, è la prima esposizione che celebra l'acquisizione da parte dell'Istituto Luce-Cinecittà del Fondo fotografico Pino Settanni, un tesoro di oltre 60 mila fotografie.

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