Cultura

Da Colombo a Canaletto l'Arte Recuperata

A Roma fino al 3/7 i tesori recuperati dai Carabinieri

Redazione Ansa

MUSEO STORICO DELL'ARMA (ROMA) - La lettera con cui Colombo annunciava ai reali di Spagna la scoperta del 'Nuovo Mondo', rubata chissà quando dalla Biblioteca Riccardiana di Firenze e restituita proprio poche settimane fa in pompa magna dalle autorità americane. Ma anche un superbo Canaletto che una banda di falsi antiquari aveva sfilato con la truffa ad un imprenditore milanese. E addirittura una stele funeraria strappata agli Scavi di Palmira, che faceva bella mostra di sé in casa di un signore padovano coinvolto in una vicenda di riciclaggio di denaro verso paesi orientali.

Dai gioielli dell'archeologia ai capolavori della pittura, un tesoro di arte e di storia rubata e recuperata racconta da domani al 3 luglio a Roma, nelle sale del Museo Storico dell'Arma, il lavoro incessante e prezioso del Comando per la Tutela del Patrimonio Artistico dei Carabinieri. "In realtà solo una piccolissima parte di recuperi", precisa presentando la rassegna il comandante generale dell'Arma Tullio Del Sette. L'idea, spiega il comandante, è anche di segnalare la presenza del prestigioso Museo Storico dell'Arma.

In attesa di una esposizione più completa, che dovrebbe essere organizzata a breve nella capitale, la piccola rassegna del museo storico, che il pubblico potrà visitare gratuitamente, è quindi un primo e prezioso 'assaggio' alla scoperta delle tante indagini portate a termine in questi anni e agli innumerevoli recuperi che hanno caratterizzato anche gli ultimi mesi, con il ritrovamento, per esempio degli ori del Museo Etrusco di Villa Giulia a Roma o delle magnificenti tele del Museo di Castelvecchio a Verona.

Si va da una serie di stupefacenti vasi e di brocche scavati di frodo nei siti della Magna Grecia e ritrovati dagli investigatori sui cataloghi di case d'asta newyorchesi quando non addirittura nelle vetrine di un museo d'oltreoceano (Il Minneapolis Institute of arts nel Minnesota, che aveva comperato da un dealer italiano e che, appurata la provenienza illecita del bene, uno splendido grande cratere attico a figure rosse, lo ha restituito) agli affreschi strappati negli anni Settanta da una chiesa rupestre vicino a Guidonia Montecelio (Roma), un Cristo benedicente e un agnello ritrovati il primo in America il secondo in Svizzera. E la meraviglia prosegue con le tele, dal grande Canaletto- una veduta della Chiesa di San Pietro di Castello recuperata nel 2015 alla stazione di Firenze proprio mentre stava per espatriare, diretto ad una casa d'asta del Principato di Monaco- ad una tenera Madonna con Bambino attribuita a Guido Reni recuperata in una importante banca che il proprietario della tela aveva accusato di appropriazione indebita. Non mancano le curiosità, come una museruola da cavallo da parata, quasi certamente proveniente anch'essa dalla Magna Grecia, ritrovata dai carabinieri nel catalogo di una mostra di settore a Travagliato (Bs).

Leggi l'articolo completo su ANSA.it