Cronaca

Filippo Anelli, presidente della Fnomceo: 'Senza numero chiuso migliaia di medici disoccupati'

'Già 13mila medici sono senza posto fino al 2034. Una norma insensata'

Filippo Anelli, presidente della Fnomceo: 'Già 13mila medici sono senza posto fino al 2034'

Redazione Ansa

   E' semplicemente una questione di calcoli: senza il numero chiuso per l'accesso alla Facoltà di Medicina, fra dieci anni e negli anni ancora successivi si creerebbero migliaia di medici disoccupati. Il presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), Filippo Anelli, non ha dubbi, ed è proprio sulla base di stime precise che afferma la totale contrarietà dell'Ordine all'adozione da parte del Comitato ristretto della Commissione Istruzione del Senato del testo base per l'abolizione del numero chiuso.

"Siamo nettamente contrari, e questa non è assolutamente una norma di buon senso: eliminare il numero chiuso a Medicina significa che fra 10 anni, il tempo necessario per formare un medico, avremo una pletora di laureati che non avranno possibilità di trovare un posto di lavoro come medici. Produrremo solo dei disoccupati", afferma Anelli all'ANSA.

Quindi, chiarisce le ragioni che spiegano la bocciatura della linea del governo da parte della Fnomceo: "Non si tratta di una norma sensata. Una norma di buon senso punterebbe a rendere possibile la piena occupabilità dei medici che formiamo. Ma così non sarà se si varerà lo stop al numero chiuso, e fra 10 anni avremo una pletora di camici bianchi che non riusciranno a trovare lavoro".

I numeri infatti sono chiari e, argomenta Anelli, non lasciano dubbi: "Per formare un medico ci vogliono 10 anni, ovvero sei anni di corso di laurea in Medicina e 4 anni di specializzazione. Abbiamo stimato che fra 10 anni saranno andati in pensione circa 7mila medici. A fronte di questo 'buco', già quest'anno la previsione di iscrizioni a Medicina raggiunge le 20mila unità. Questo vuol dire che fra 10 anni, nel 2034, noi potremo assumere 7mila medici, ovvero il numero di quelli andati in pensione, ma non potremo fare lavorare ben 13mila medici che risulteranno in più". Ovviamente, prosegue Anelli, "se verrà eliminato il numero chiuso, gli accessi a Medicina saranno molti di più, almeno il doppio". Già con la situazione attuale, "ci chiediamo cosa andranno a fare quei 13mila medici in più che avremo nel 2034: se i politici ci spiegano questo - incalza il presidente della Fnomceo - allora come Ordine potremmo anche cambiare opinione e diventare favorevoli allo stop al numero chiuso".

Attualmente, commenta, "condannare 13mila medici a non trovare posto una volta formati non è un obiettivo eticamente possibile" e abolendo il numero chiuso "il quadro non potrà che peggiorare". Netto il giudizio di Anelli: "Il senso di responsabilità di chi governa è legato al fatto di essere in grado di innescare processi che diano prospettive di benessere e sviluppo, ma in questo caso si produrrebbe solo disoccupazione".

Tuttavia, aggiunge, "allo stesso modo valutiamo positivamente il fatto che nel provvedimento sia in qualche modo normato il percorso dei Licei a curvatura biomedica, e che sia riconosciuto il ruolo degli Ordini. Proponiamo inoltre di anticipare il semestre di orientamento, spostandolo al periodo precedente l'inizio dell'anno accademico, per dar modo agli studenti di sostenere gli esami per la graduatoria di accesso già a settembre. L'Università curerebbe la preparazione gratuita alle materie oggetto d'esame tramite l'organizzazione di corsi anche in modalità asincrona". Se oggi siamo in questa situazione di carenza di medici, rileva ancora, è perché "c'è stata una programmazione sbagliata negli anni precedenti: 10 anni fa si sarebbe dovuto dare il via libera ad almeno 15mila accessi a Medicina, perché oggi sono 15mila i medici che vanno in pensione". Ora però, avverte, "non possiamo sbagliare ancora la programmazione, ed abolendo il numero chiuso il risultato sarà che nel 2034 avremo molti più medici di quelli che andranno in pensione e, dunque, una triste pletora di disoccupati in camice bianco".
   

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