Cronaca

Il generale Camporini: 'Missione Ue? Occhio alle regole d'ingaggio

'Un ruolo forte per l'Italia, il rischio è la carenza di armi sulle navi: le quantità disponibili non sono illimitate'

Il generale Vincenzo Camporini

Redazione Ansa

   Sarà "strettamente difensiva" la missione Aspides che l'Europa si appresta a lanciare nel Mar Rosso per proteggere il traffico navale dagli attacchi degli Houthi, a differenza dell'angloamericana Prosperity Guardian, ma questa rischia di essere una distinzione "puramente semantica": bisognerà vedere cosa stabiliranno le regole d'ingaggio. Si potranno, a esempio, abbordare e controllare le imbarcazioni sospette? L'Italia sarà comunque in prima fila: "I nostri militari sono molto apprezzati, ma occhio agli armamenti sulle navi: la situazione non è rosea". Così all'ANSA il generale Vincenzo Camporini, ex capo di Stato Maggiore della Difesa.

    Gli assetti che parteciperanno all'operazione Ue, osserva Camporini, "saranno essenzialmente di scorta, in grado di abbattere eventuali ordigni lanciati dalla costa yemenita verso le navi mercantili europee. Difesa contro attacchi, dunque. Ma anche un'azione che va a colpire le sorgenti di fuoco del nemico è difensiva nel principio, anche se offensiva nel mezzo". E' quello che fanno gli angloamericani che stanno bersagliando le basi degli Houthi nello Yemen. "Senza creare equivoci con uno scenario da 'poliziotto buono e poliziotto cattivo' - suggerisce Camporini - le due missioni dovranno comunque coordinarsi per raggiungere gli obiettivi fissati. E, anche se non attaccheranno per primi, i mezzi europei presenti nel mar Rosso con i loro sistemi potranno 'illuminare' le minacce che gli alleati di Prosperity Guardian disinnescheranno".

    Quanto a chi mette in guardia sulla 'illegalità' di attacchi ad un altro Stato, l'esperto ricorda che "in realtà gli Houthi non sono uno Stato riconosciuto, sono milizie ribelli, sponsorizzate da Teheran, che hanno preso il potere nella Capitale yemenita scalzando i legittimi rappresentanti".

    Voci ipotizzano la possibilità che il comando di Aspides venga assegnato all'Italia. "Non mi stupirebbe: le nostre forze armate - rileva il generale - sono universalmente apprezzate, come dimostrano le responsabilità che abbiamo nelle missioni internazionali in Libano e nei Balcani, ad esempio. Ed anche le fregate italiane sono moderne ed all'altezza. Da verificare, piuttosto, ma questo vale anche per le altre Marine europee, gli armamenti a bordo: le quantità disponibili non sono illimitate, specie dopo il supporto fornito negli ultimi due anni all'Ucraina".

    E l'impegno militare dell'Unione in quel tratto di mare rischia di non essere breve. "Bisognerà interrompere la catena di rifornimenti militari dall'Iran, che sta usando anche questa occasione per ergersi a potenza egemonica nella regione", secondo Camporini, che evidenzia "la buona qualità degli armamenti a disposizione degli Houthi". 

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