Cronaca

La morte di Luana, padre del figlio non sarà parte civile

Attesa decisione patteggiamento. Altri due morti sul lavoro

I funerali di Luana D'Orazio

Redazione Ansa

(ANSA) - PRATO, 22 SET - Seconda atto stamani a Prato per l'udienza preliminare davanti al gup Francesca Scarlatti per la morte di Luana D'Orazio, la giovane mamma, 22 anni, morta stritolata dal macchinario dell'azienda tessile dove lavorava a Montemurlo, nel Pratese, il 3 maggio 2021. E proprio oggi altri due incidenti sul lavoro: un giovane di 26 anni, di origine nigeriana, ha perso la vita a causa di un infortunio sul lavoro in un'azienda di Tolentino, mentre un operaio di 61 anni è precipitato da un cantiere dove lavorava per al ristrutturazione di una villa alla periferia della capitale.
    Per Luana, dopo l'udienza odierna, si va verso la richiesta di patteggiamento di due dei tre imputati. Intanto stamani il gup si è espresso in merito alla costituzione delle parti civili escludendo il padre del bambino di 6 anni della giovane, da lei cresciuto senza che i due si vedessero quasi mai. Scarlatti ha dichiarato "inammissibile" la richiesta dell'uomo, che vive in Calabria e i cui rapporti con Luana si erano interrotti da molto tempo. Il giudice ha motivato questa scelta con il pronunciamento del tribunale dei minori di Firenze che nelle scorse settimane ha concesso, in via temporanea, l'affidamento del bambino ai nonni materni, con cui ha sempre vissuto, anche insieme a Luana, nel comune di Pistoia.
    Ammessa invece come parte civile, insieme a Femca, sezione tessile del sindacato Cisl, Anmil e l'Inail, Emma Marrazzo, la mamma di Luana mentre il padre della giovane non ha presentato richiesta, neanche per conto del piccolo nipote. La decisione è motivata così dai legali della famiglia di Luana: "La discussione di un danno così complesso non è adeguata alla sede penale. Non esponiamo il bambino a un palcoscenico così impegnato, ci rivolgeremo semmai al giudice naturale, quello civile".
    Il gup ha infine stabilito che le parti ammesse potranno rivalersi solo nei confronti degli imputati in qualità di persone fisiche e non nei confronti dell'Orditura Luana, l'azienda in cui è morta la giovane che porta il suo stesso nome che è anche quello di battesimo della titolare. Quest'ultima, Luana Coppini, è imputata insieme al marito Daniele Faggi, coinvolto in quanto ritenuto il titolare di fatto dell'azienda tessile in cui è avvenuto l'incidente mortale. Tramite i loro legali, i coniugi hanno comunicato oggi di voler concertare con l'accusa la richiesta di patteggiare la pena in ordine ai reati di omicidio colposo e rimozione delle cautele antinfortunistiche. Il terzo imputato, il manutentore esterno della ditta Mario Cusimano, accusato per gli stessi reati, non è invece intenzionato a chiedere riti alternativi.
    "L'importante è la giustizia. Vogliamo una pena esemplare, che di riflesso possa giungere agli altri imprenditori: non si può lavorare in quelle condizioni", le parole della mamma di Luana all'uscita dall'aula del tribunale di Prato. Per il 27 ottobre fissata la nuova udienza davanti al gup: in quell'occasione si dovrebbe conoscere la decisione sul patteggiamento. (ANSA).
   

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