Cronaca

Covid, a scuola scattano le nuove regole per la gestione dei positivi

L'obiettivo è mantenere il più possibile le lezioni in presenza. Non alti i numeri degli studenti in Dad, l'anno scorso erano quasi 4 milioni

Redazione Ansa

Da oggi sono in vigore in tutte le scuole italiane le nuove regole per la gestione delle quarantene. I protocolli sono stati modificati in modo da ridurre al minimo il ricorso alla didattica a distanza. Da informazioni apprese dai sindacati, non ci sono, al momento, numeri elevati di classi in Dad. Lo scorso anno, nella medesima data, erano 3 milioni e 700 mila (il 44% del totale) gli studenti in Dad, di cui 625 mila campani dalla scuola dell'infanzia alla media, 316 mila alunni della seconda e terza media delle Regioni "rosse" (Lombardia, Piemonte e Calabria) e 3 milioni e 734 mila gli studenti delle superiori di tutta Italia. Di loro si sono occupati 362 mila insegnanti obbligati a lavorare in Dad.

Il 6 novembre il ministero dell'Istruzione ha inviato alle scuole il protocollo con le nuove indicazioni - in base alla quale la quarantena scatta in automatico solo in base a un piccolo focolaio con tre casi in una classe - corredato da una circolare con le spiegazioni tecniche per i presidi. Il nuovo protocollo prevede provvedimenti - di responsabilità dell'autorità sanitaria - diversi a seconda della fascia d'età degli alunni e dello status vaccinale. In presenza di un caso positivo, i compagni di classe faranno un test il prima possibile, definito "T0", e se il risultato è negativo si potrà rientrare a scuola, e poi uno dopo 5 giorni; nel caso di due positivi i vaccinati o negativizzati negli ultimi sei mesi faranno la sorveglianza con testing, i non vaccinati la quarantena; nel caso di tre positivi andrà in quarantena tutta la classe. Un caso ancora diverso è quello dei servizi dell'infanzia: per i più piccoli è previsto un test subito e una quarantena di dieci giorni, al termine della quale dovranno effettuare un test; per i loro insegnanti la valutazione è in carico alle autorità sanitarie, dipende da tempo di permanenza nella stanza e dal contatto diretto con il caso positivo. Il preside sospende "in via eccezionale ed urgente" le lezioni nel caso in cui le autorità sanitarie "siano impossibilitate ad intervenire tempestivamente". Ma agirà in base ad una serie di indicazioni predeterminate, dettate dalla circolare: informa la Asl, individua i "contatti scolastici" e per loro sospende temporaneamente le lezioni, "trasmette ai contatti scolastici le indicazioni standardizzate preventivamente predisposte dal DdP" e "segnala al DdP i contatti scolastici individuati". I dati sui vaccinati non sono nella disponibilità della scuola e "quindi non vanno trattati". 

Sottosegretario Sasso, bene nuovo protocollo ma non basta - "Le nuove linee guida sulle quarantene vanno nella direzione giusta: evitano che un'intera classe sia relegata in didattica a distanza nel caso di una sola positività e uniformano i comportamenti a livello nazionale. Nei mesi scorsi si erano verificate troppe differenze tra i vari territori nel trattare situazioni del tutto simili, soprattutto da parte delle autorità sanitarie. Questo provvedimento, in ogni caso, andrebbe abbinato a un rafforzamento dei sistemi di monitoraggio e tracciamento, come sto chiedendo da tempo. Il ricorso ai tamponi salivari nelle scuole sentinella ha rappresentato un buon punto di partenza, ma in vista dei mesi invernali ci vorrebbe un uso più esteso di quello strumento per individuare e circoscrivere in tempi rapidi eventuali focolai di contagio". Lo dice all'ANSA il sottosegretario all'Istruzione Rossano Sasso. 

Presidi Roma - "Nel primo giorno di applicazione delle nuove norme sulle quarantene, a Roma non si segnalano particolari criticità. A seguito di alcuni ragazzi risultati positivi al Covid, si è dato il via ai ciclo di tamponi, con alcune classi in quarantena. Riteniamo le nuove regole un passo in avanti positivo, ma ribadiamo la necessità che le Asl non ci lascino soli nella gestione dei casi. Serve un'attenta e coordinata supervisione". Lo dice all'ANSA Mario Rusconi presidente dell'Anp di Roma e Lazio.

Gilda - "Si possono scrivere sulla carta le cose migliori del mondo ma se poi nella pratica ognuno non fa la sua parte è finita": a dirlo, a proposito del nuovo protocollo sulle quarantene entrato in vigore oggi, è Rino Di Meglio, coordinatore della Gilda degli insegnanti. "Ci preoccupa il coordinamento con le Asl ed è tutto troppo scaricato sulle scuole, i presidi sono messi in croce. La parte del tracciamento negli istituti non ha mai funzionato è l'anello debole della catena, probabilmente non c'è il personale suficiente per farla e anche le 'classi sentinella' dovrebbero essere molte di più; la verità è che abbiamo tagliato per anni su settori importanti come la scuola e la sanità ed ora i nodi vengono al pettine", conclude. 

Associazioni - Condividere informazioni e proposte per l'utilizzo dei fondi del PNRR destinati all'edilizia scolastica e sull'ormai prossima Giornata nazionale della sicurezza nelle scuole, in programma il prossimo 22 novembre: sono questi i due temi sui quali Cittadinanzattiva, Comitato Vittime della Scuola San Giuliano di Puglia, Fondo Vito Scafidi - Fondazione Benvenuti in Italia, Legambiente e Save the Children Italia, in una lettera aperta al Ministro Bianchi inviata oggi, chiedono la convocazione urgente dell'Osservatorio nazionale dell'edilizia scolastico. "L'assenza di risposta alle nostre sollecitazioni delle ultime settimane e la mancata convocazione dell'Osservatorio da 7 mesi ci preoccupano sia per il mancato riconoscimento degli scopi che lo stesso Osservatorio riveste - quali la promozione, il supporto e l'indirizzo per gli interventi di edilizia scolastica - sia per il mancato coinvolgimento di tutti gli attori rappresentati in tale organismo", scrivono le associazioni nella lettera al Ministro. "L'emissione entro novembre dei bandi per garantire l'accesso ai fondi del PNRR immediatamente disponibili (3 miliardi per asili nido e servizi per l'infanzia, 400 milioni per le mense, 300 milioni per le palestre, 800 milioni per le nuove scuole e 500 per la messa in sicurezza), avrebbe dovuto essere oggetto di un apposito incontro dell'Osservatorio nazionale dell'Edilizia Scolastica per condividere informazioni circa lo stato dei progetti individuati, i criteri che si pensa di inserire nei prossimi bandi, la governance dell'intero processo". Allo stesso modo le associazioni chiedono con urgenza la convocazione dell'Osservatorio perché "siamo a ridosso della Giornata nazionale della sicurezza nelle scuole (22 novembre) che per tutti noi, ma particolarmente per il Comitato Vittime San Giuliano e per il Fondo Vito Scafidi, è l'occasione per ricordare chi non c'è più a causa dell'insicurezza di molte delle nostre scuole, per ribadire come l'andare a scuola in sicurezza sia un diritto ancora disatteso e come all'impegno per edifici scolastici sicuri, sostenibili, innovativi debba accompagnarsi con la stessa determinazione e costanza quello per la diffusione della conoscenza dei rischi presenti sul nostro territorio e nelle scuole e di come fronteggiarli. La Giornata rappresenta l'opportunità di rendere visibili questi percorsi di sviluppo della cultura della sicurezza che molte delle nostre scuole e le nostre associazioni promuovono senza sosta e di favorirne la diffusione in tutti gli istituti scolastici del Paese". 

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