Cronaca

Vaccini, attivista no vax condannata per 'bufala' manifesto

Sanzione dopo denuncia Ausl. Il virologo: bene decisione giudice

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Redazione Ansa

     Notizie non vere, dati errati, in altre parole una fake news. La campagna pubblicitaria contro i vaccini che lo scorso febbraio, a Modena, suscitò un vespaio di polemiche costringendo l'Ausl ad intervenire con un esposto, si è rivelata un boomerang per un'attivista no vax che commissionò l'affissione di una serie di manifesti nella città della Ghirlandina, alcuni dei quali accanto al Policlinico. La 'pasionaria' anti vaccini è stata condannata a pagare un'ammenda di 400 euro, in seguito a un decreto penale di condanna per procurato allarme, firmato dal gip di Modena Paola Losavio.
    Sulla pagina Facebook della donna sono apparsi subito una serie di insulti e messaggi di scherno: "Si goda la sua pensione, le bufale non sono più gratis".
    Gli enormi cartelloni 'incriminati', sei metri per tre, dove campeggiava la scritta "Non speculate sui bambini, vogliamo la verità sui danni dei vaccini", riportavano un'informazione errata: "21.658 danneggiati nel triennio 2014-2016 secondo i dati Aifa". A sostenere la campagna pubblicitaria, l'associazione "Riprendiamoci il pianeta - Movimento di resistenza umana", e il comitato "Genitori del No Emilia Romagna". Il dato, in realtà, era relativo al totale delle segnalazioni sospette e non ai bambini danneggiati, tanto che l'Ausl di Modena fu costretta a diramare un comunicato per ribadire il "no alle mistificazioni e alla propaganda antiscientifica". "La diffusione di tali contenuti, che fa leva su false informazioni - mise nero su bianco l'azienda sanitaria - in grado di disorientare immotivatamente i cittadini in un ambito di grande rilevanza per la sanità pubblica, non può che preoccupare fortemente". Gli stessi no vax, su Facebook, ammisero l'errore dicendo di aver scritto "una inesattezza". Il pasticcio, però, era fatto. E in seguito a un esposto presentato dall'Ausl, tramite il professor Vittorio Manes, legale che assiste l'azienda in questa vicenda, sono scattate le indagini del procuratore capo di Modena Lucia Musti e del pm Claudia Ferretti. "E' una decisione significativa perché traccia una linea di confine - ha spiegato Manes - tra il diritto di critica e l'alterazione di dati di realtà. Nel caso di specie il giudice ha ritenuto che una notizia falsa ha procurato un allarme ingiustificato". La condanna potrà essere impugnata e si tratterebbe, vista la scarsa giurisprudenza in merito, di un primo caso. Non nasconde la sua soddisfazione Roberto Burioni, virologo in prima linea contro le campagne anti vaccino: "Libertà di parola non significa potere gridare 'c'è una bomba' in uno stadio affollato - ha scritto sulla sua pagina Facebook -.
    Finalmente un giudice l'ha spiegato ai cavernicoli che diffondendo pericolose bugie ci mettono in pericolo con la loro ignoranza e il loro egoismo". 

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