Cronaca

A Islington, il popolo di Corbyn ora ci crede

Da maestra yoga a operaio Senegal, 'Sanders Gb' risveglia animi

L'appuntamento per il comizio finale di Jeremy Corbyn, a Islington, il suo collegio elettorale nel nord di Londra

Redazione Ansa

Una volta regno della 'sinistra champagne', il quartiere di Islington, nel nord di Londra, è molto cambiato dai tempi di Tony Blair e il suo 'new Labour'. Il popolo di ricchi banchieri e borghesi di sinistra con la borsa di tela e la villa in Toscana è stato 'contaminato' da giovani e immigrati che vivono nelle case popolari a ridosso di Finsbury Park. Impegno sociale, cibo biologico e 'working class'. Questo è il popolo di Jeremy Corbyn.
    Islington è il seggio del leader laburista e il quartiere in cui vive. Come il suo predecessore Blair, ma invece dell'elegante palazzetto vittoriano di Upper Street in un più modesto appartamento all'interno di un condominio. Scelta in linea con il personaggio Corbyn, apprezzato dagli elettori laburisti per il suo stile spartano e le scelte radicali in tema di politiche sociali. "E' la speranza di un cambiamento", spiega Milly, insegnante di yoga e attrice di 25 anni, mentre corre alle prove del suo ultimo spettacolo. Domani darà la sua preferenza al Labour con convinzione: "Non voglio che Theresa May rappresenti la Gran Bretagna. Corbyn è fonte di ispirazione, quello di cui abbiamo bisogno dopo gli shock della Brexit".
    Colin ha 30 anni e fa il musicista. Anche lui ha scelto di scrivere sulla scheda il nome del leader laburista: "E' il più credibile. Ho solo una critica da muovere. Nel manifesto del partito ci sarebbe dovuta essere la proposta di un secondo referendum sulla Brexit", sottolinea.
    Milly e Colin sono due rappresentanti dei moltissimi giovani che il vecchio 'compagno' è riuscito a conquistare. Basta dare un'occhiata tra la folla di uno dei suoi comizi per capire che i 'millenial' hanno scelto Jeremy. Un fenomeno sorprendente, paragonabile a Bernie Sanders, l'anziano candidato che è riuscito a svegliare dal torpore apolitico i ragazzi americani. E, non a caso, alcuni ex strateghi della campagna del democratico sono confluiti nello staff di Corbyn.
    Chissà se questo popolo composto da rappresentanti della 'working class', immigrati, emarginati e giovani farà pendere la bilancia elettorale dalla parte del Labour. Sono quelli che qui nel nord di Londra vivono a una fermata di metropolitana dai localini eleganti di High Islington. Finsbury Park, stesso 'collegio elettorale', un altro mondo. Qui i condominii-alveari sorgono accanto all'imponente Emirates Stadium dell'Arsenal. Non si sentono stappare bottiglie di Prosecco ma è forte la voce di chi chiede l'elemosina sul marciapiede di Seven Sisters Road. E' la Islington di Wendy, 30 anni, impiegata in un consultorio per disturbi mentali. "Voto Corbyn perché il nostro sistema sanitario è al collasso", racconta portando a spasso il suo cane nel grande parco che dà il nome a questa parte del quartiere. Quella di Balla, emigrato dal Senegal, con moglie e figli in Italia. Ha 38 anni, fa il falegname, vive qui e va spesso a bere il caffè da un barbiere italiano, che ha la macchina per l'espresso in negozio. Il suo voto è per Corbyn perché spera che la Gran Bretagna che uscirà dal voto di domani "non lo cacci via".

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