Cronaca

Hotel Rigopiano: sotto slavina da 24 ore, 30 dispersi

Nell'albergo a Farindola, tra gli altri, una famiglia di Osimo, una coppia del chietino e un ternano di 33 anni

In alto da sx: Emanuele Bonifazi, Marina Serraicco col marito Domenico Di Michelangelo e il figlio, Marco Vagnarelli e Paola Tomassini, Luana Biferi. In basso: Luciano Caporale e la moglie Silvana Angelucci, Marco Tanda e Jessica Tinari, Cecilia Martella

Redazione Ansa

Continuano le ricerche delle persone rimaste sepolte sotto la slavina che ieri ha investito l'hotel Rigopiano di Farindola. 

- Di Marco Vagnarelli e Paola Tomassini - questi i nomi dei due giovani di Castignano dispersi all'hotel -, i familiari non hanno notizie da ieri pomeriggio. "L'ultimo contatto con Marco - racconta il fratello Fulvio all'Ansa - risale alle 16:30 di ieri pomeriggio e ancora la slavina non era venuta giù: poi più nulla". "Ci siamo messaggiati su WhatsApp, mi ha scritto che stavano per ripartire, ma c'erano ritardi per via della neve. C'erano dieci auto in fila e stavano aspettando che fosse liberata la strada". Una vacanza di due giorni per la coppia di Castignano (Ascoli Piceno). "Sì, un viaggio breve che era finito e stavano ripartendo. Dovevano andar via al mattino ma a causa del maltempo che bloccava la strada sono dovuti rimanere, fermandosi anche a pranzo. Si era impaurito per la scosse di terremoto, ma non per il maltempo. L'ultimo messaggio mio fratello lo ha mandato a mio figlio - riferisce ancora Fulvio Vagnarelli -. Lo ha avvisato che, visto che non riuscivano ancora a ripartire, rientrava in hotel e che dentro il telefono non prendeva. Da quel momento non abbiamo più notizie di Marco e Paola".

- C'è anche un ternano di 33 anni, tra le persone di cui non si hanno più notizie dopo la slavina che ha colpito l'hotel Rigopiano. "Non abbiamo ancora nessuna notizia di lui, aspettiamo. Ma vogliamo vivere privatamente questi momenti": a dirlo all'ANSA è una zia di Alessandro Riccetti, il ternano di 33 anni disperso dopo la valanga che ha colpito l'hotel Rigopiano di Ferindola, nel pescarese, di cui era dipendente. La donna, insieme agli altri familiari del giovane, sta seguendo da Terni la vicenda, in stretto contatto con la prefettura e i soccorritori. Riccetti, conferma la parente, ha avuto un ultimo contatto telefonico con la madre intorno alle 16 di ieri, poi di lui nessuna traccia. Laureato in Lingue straniere per la comunicazione internazionale, 33 anni da compiere tra tre giorni, il giovane lavorava dal dicembre 2015 nella struttura alberghiera del Gran Sasso come addetto alla reception. In precedenza aveva operato con le stesse funzioni presso altre strutture alberghiere umbre, in particolare tra San Gemini e Perugia.

Una coppia di Castel Frentano (Chieti) risulterebbe dispersa nel crollo dell'hotel Rigopiano (Pescara). Si tratta di Luciano Caporale, 54 anni, e la moglie, Silvana Angelucci, 46 anni, entrambi di professione parrucchieri. La coppia era giunta in hotel domenica pomeriggio per ripartire martedì sera ma, a seguito del peggioramento delle condizioni meteorologiche, hanno deciso di trattenersi fino a ieri, mercoledì. I figli della coppia, unitamente ad altri famigliari, sono già in viaggio verso Penne al centro di coordinamento per avere notizie certe sulla sorte degli scomparsi. "Siamo tutti in apprensione, speriamo che questa storia finisca bene, dice il sindaco di Castel Frentano - Gabriele D'Angelo - per il momento non abbiamo notizie e siamo tutti appesi a un filo di speranza. La coppia era molto nota per la loro lunga attività professionale ed era fortemente inserita nel tessuto sociale del paese". 

- C'è anche un famiglia di tre persone di Osimo tra i dispersi dell'Hotel Rigopiano: non si hanno notizie di Domenico Di Michelangelo, 41 anni, di Chieti, poliziotto in servizio a Osimo, della moglie Marina Serraiocco, 37, di Popoli, e del loro bambino di 7anni.

- E la moglie e i due bambini di Giampiero Parente, superstite della tragedia. Sulla sua pagina facebook ha postato solo foto di tutta la famiglia insieme, sempre lui con la moglie e i due bambini. E le ultime immagini sono proprio della festa di compleanno di Ludovica, la bimba ha appena compiuto 6 anni. "E poi arriva un giorno - ha scritto Giampiero il 13 gennaio scorso postando una bella foto della figlia - e tu hai già 6 anni. Tantissimi auguri Ludovica, un bacione da papà".

- "Siamo tutti all'oscuro, non sappiamo niente di niente". Così il padre di una delle persone disperse intervistato da Raffaella Calandra su Radio 24. La figlia è la responsabile del centro benessere dell'Hotel. L'ultima volta l'ha sentita "ieri sera alle quattro. Un solo un messaggio, perché i telefoni non funzionavano. Loro da ieri mattina chiedevano di essere sbloccati, ma hanno risposto che c'erano altre priorità e hanno abbandonato a pulire su". E aggiunge: "Erano una ventina, venticinque, più otto/nove dipendenti". Alla giornalista di Radio 24 che gli chiede se la figlia fosse preoccupata l'ultima volta che l'aveva sentita, il padre risponde: "No, perché lassù è tranquillo. Era una posizione in cui non si poteva pensare che una valanga potesse colpire l'albergo". Avevano chiesto di essere liberati "dopo il terremoto, perché lassù è stato forte e giustamente hanno chiesto aiuto, hanno chiesto di scendere. Ma c'erano tre metri di neve, come scendevano?".

- Tra i dispersi anche Emanuele Bonifazi, 31 anni, di Pioraco, dipendente dell'hotel, e Marco Tanda, 25 anni, residente a Macerata. Era con la fidanzata abruzzese Jessica Tinari, anche lei dispersa.

Il manutentore dell'Hotel Rigopiano, un ragazzo di una trentina d'anni, si è salvato perché al momento dell'arrivo della slavina era nel locale caldaia di cemento armato. Lo racconta a Radio 24 il sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta. "Ci ho parlato anche stamattina, ha detto che non si è accorto di nulla. È stato un brevissimo lasso di tempo silenzioso. Si è trovato travolto all'interno del locale caldaia che è un vano in cemento armato che l'ha protetto da tutto. Immediatamente liberatosi ha provato a cercare aiuto e a sentire se ci fossero voci. Ha trovato solo l'altra persona che era in difficoltà come lui".

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