Cronaca

Lo psicologo, così aiuto gli uomini maltrattanti

Psicologo, liberarci da stereotipi e ruoli genere è rivoluzione

Redazione Ansa

(di Alessandra Magliaro) (ANSA) - ROMA, 5 MAR - La violenza sulle donne è un problema degli uomini, ma come possiamo liberarci dagli stereotipi del maschile e dei ruoli di genere in cui la violenza mette radici? Come arrivare a comprendere che accettare un rifiuto, stimare e sostenere la propria compagna, ammettere e affrontare le proprie insicurezze sono "cose da uomini"? In un'intervista all'ANSA Daniele Guoli, 32 anni, psicologo che lavora tra l'altro al Cam di Cremona ed è esperto nel trattamento della conflittualità di coppia e della violenza nelle relazioni di intimità secondo il metodo sviluppato dal centro norvegese Alternative To Violence, racconta la realtà degli uomini maltrattanti dall'osservatorio speciale di chi li ascolta e li aiuta.
    "C'è un problema culturale di fondo, il più duro da scalfire, perché sedimentato in secoli di storia: riguarda i 'ruoli' degli uomini e delle donne e dei comportamenti 'conseguenti' che si pensa. Il primo passo è la presa di responsabilità, capire che quell'agire violento non è perdita di controllo ma risultato di microscelte. Quando arrivano al centro, spinti dalla partner o perché si sono spaventati di un gesto compiuto, si sentono loro stessi vittime che hanno agito in un certo modo in risposta ad una 'provocazione'. La violenza è un agito che va interrotto, successivamente si lavora sulle cause", dice Guoli che collabora a NoiNo.org, la campagna contro la violenza sulle donne rivolta agli uomini, promossa dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e dall'Associazione Orlando, nata a Bologna e rapidamente diffusasi in tutta Italia, che si propone di fornire spunti di riflessione sulla costruzione dell'identità maschile, alimentando il dialogo con la community di oltre 5.000 uomini che hanno aderito sul sito e dei quasi 16.000 utenti che seguono il progetto su Facebook.
    "Rispetto a qualche anno fa - continua Guoli - il cambiamento è evidente e un percorso si comincia a fare. Fondamentale è l'educazione per le nuove generazioni. Scardinare i ruoli è decisivo per il futuro: da sempre si insegna ai maschi a vivere le emozioni in un certo modo, a tenerle sotto controllo, ad essere impassibili: rivedere questo concetto di 'dominio' è il passo grande da fare, scoprire di avere fragilità, ammetterlo con noi stessi, eviterà per il futuro di essere violenti come conseguenza diretta di reazione ad una presunta debolezza e vulnerabilità".
    Guoli, che dal 2012 è operatore del servizio Uomini non più violenti si diventa, un progetto di ascolto e trattamento della violenza maschile dell'associazione culturale Forum Lou Salomè attivo a Milano, Magenta, Lodi e Varese, aggiunge: "Un uomo che riconosce di avere un problema non è 'un debole': forse certi comportamenti ce li ha più facilmente proprio chi ritiene di dover essere sempre 'forte'. L'educazione ad essere naturali, senza le gabbie precostituite dei ruoli di genere, è la rivoluzione decisiva per combattere la violenza contro le donne". (ANSA).
   

Leggi l'articolo completo su ANSA.it