Sicilia

Terapie dolore cronico, a Cefalù esperti da tutto il mondo

Venerdì 19 e sabato 20, direttore scientifico Giuliano Lo Bianco

Redazione Ansa

(ANSA) - PALERMO, 16 MAG - L'approccio medico al dolore cronico è il tema del convegno internazionale, il 'Mediterranean Pain Forum', che per due giorni vedrà all'hotel Costa Verde di Cefalù (Palermo), venerdì e sabato prossimi, la partecipazione di esperti provenienti da diversi paesi europei, Stati Uniti e Emirati Arabi. Verranno presentati i più recenti studi per la cura del dolore cronico, i principali trattamenti interventistici mininvasivi e le possibili complicanze. La direzione scientifica del congresso è curata da Giuliano Lo Bianco, responsabile dell'unità di analgesia e chirurgia percutanea della Fondazione Giglio, e da Simon J. Thomson, responsabile clinico del dolore e della neuromodulazione del 'Mse Nhsft' di Londra. "Sono sempre più gli italiani a soffrire di dolore cronico oggi considerato 'una malattia nella malattia' con caratteristiche che variano da soggetto in soggetto - spiega in una nota la Fondazione Giglio - Caratteristica essenziale è il suo perdurare nel tempo dopo la risoluzione della causa. Il venir meno del rapporto di causa/effetto caratterizza, invece, il dolore acuto e quello persistente". Tra gli specialisti internazionali coinvolti, il professor Miles Day del Texas, Agnes Stogicza di Budapest, Rafael Blanco degli Emirati Arabi, Georgios Matis di Colonia, Sadiq Bhayani di Abu Dhabi, Sean Li di Shrewsbury (Stati Uniti), Armando Barbosa del Portogallo.
    Diversi anche gli italiani, specializzati in vari discipline, che si alterneranno nei vari panel. "L'approccio alla cura del dolore cronico è cambiato - sottolinea Lo Bianco - così come il trattamento della patologia primitiva richiede l'intervento dello specialista, anche il dolore nella sua complessità necessita dell'intervento dello specialista in terapia del dolore, il quale non solo deve saper correlarlo ad una corretta diagnosi, ma anche somministrare farmaci analgesici appropriati compresi gli oppiacei, eseguire trattamenti interventistici mininvasivi e gestire il paziente anche dal punto di vista psicologico, coadiuvando la terapia e favorendo l'integrazione sociale. La scienza medica - prosegue Lo Bianco - ci viene incontro, proponendo, oltre ai farmaci, tecniche sempre nuove come la neurorimodulazione nervosa elettrica (radiofrequenza) o la neurostimolazione midollare". (ANSA).
   

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