Sicilia

Comunali: in Sicilia test gialloverde, 138 al voto

Centrodestra diviso tranne a Catania; Pd prova a risalire

Il sindaco uscente di Catania, Enzo Bianco

Redazione Ansa

Un test 'gialloverde' per M5s e Lega per misurarsi da avversari seppure alleati a Roma. Ma anche un voto per capire quale partito avrà la leadership nel centrodestra che, a parte Catania, si presenta spaccato un po' ovunque e se il Pd, senza simbolo nella città dell'Etna e a Trapani, riuscirà a ritrovare il sorriso dopo le batoste alle regionali e alle politiche.

Sono alcuni dei risvolti politici delle amministrative di domenica prossima in Sicilia, dove si andrà al voto in 138 città, un terzo dei comuni isolani; tra questi cinque capoluoghi di provincia: Catania, Messina, Ragusa, Siracusa e Trapani.

Sistema maggioritario a doppio turno in 18 comuni con popolazione superiore a 15mila abitanti, il resto sotto soglia 15mila. A Trapani si torna a votare dopo l'elezione choc dell'anno scorso quando al ballottaggio non fu raggiunto il quorum dei votanti necessario per eleggere l'unico rimasto in corsa dopo il ritiro dell'altro candidato sindaco (Girolamo Fazio), travolto da un'inchiesta di corruzione nel pieno della campagna elettorale.

Nelle cinque grandi città sono in corsa per le poltrone di sindaco ben 31 candidati. A Messina ci riprova Renato Accorinti, il sindaco uscente contrario al Ponte sullo Stretto: è appoggiato da tre liste di sinistra. Spaccato il centrodestra: Dino Bramanti è appoggiato da Fi, Noi Con Salvini e Fdi, dal movimento di Nello Musumeci e da altre liste civiche. A rosicchiargli consensi saranno l'ex capogruppo di Fi in consiglio comunale Pippo Trischitta, che si presenta con due liste, e l'ex presidente del consiglio comunale Emilia Barrile, anche lei Fi. Pesca nel centrodestra anche Cateno De Luca, deputato regionale Udc, sostenuto da sei liste. Il Pd schiera invece, in asse con i 'centristi' di Casini, il costituzionalista Antonio Saitta, accompagnato da sei liste. Il M5s schiera invece l'ex capo del genio civile Gaetano Sciacca.

Spaccature e divisioni sia nel centrodestra che nel centro sinistra anche a Ragusa, dove in sette si contendono la poltrona di sindaco, lasciata da Federico Piccitto (M5S) dopo un mandato. Al suo posto i pentastellati hanno candidato l'attuale presidente del Consiglio comunale, Antonio Tringali, che dovrà respingere l'assalto che gli portano i candidati del centro destra: i consiglieri comunali uscenti Sonia Migliore e Maurizio Tumino che godono dell'appoggio rispettivamente di 5 e 4 liste. A destra c'è anche Giuseppe Cassi', appoggiato anche da FdI. Nel centrosinistra il candidato del Pd è il segretario cittadino Giuseppe Calabrese appoggiato da 5 liste. Si candida anche il docente liceale Carmelo Ialacqua appoggiato dalla lista civica 'Citta' futura' che pesca tra militanti grillini dissidenti.

Sette in lizza anche a Siracusa. Spaccato anche qui il centrodestra: la Lega corre da sola con Francesco Midolo; il movimento di Musumeci, DiventeràBellissima, appoggia l'ex An Fabio Granata mentre il resto del centrodestra sostiene l'ex assessore regionale Ezechia Paolo Reale. Nel centrosinistra in corsa Fabio Moschella, Giovanni Randazzo e l'attuale vice sindaco Francesco Italia, tutti con alle spalle liste civiche.
Tocca invece a Silvia Russoniello, imprenditrice, difendere il simbolo del M5s.

A Catania cinque in corsa. Il centrodestra compatto schiera l'europarlamentare Salvo Pogliese, il M5s Giovanni Grasso, mentre Emiliano Abramo, presidente regionale della 'Comunità di Sant'Egidio' è sostenuto da una lista civica con candidati indipendentisti dei 'Siciliani liberi'. In corsa anche Riccardo Pellegrino che pesca nel centrodestra e l'uscente Enzo Bianco, appoggiato con sei liste ma non c'è quella col simbolo del Pd. Niente simbolo del Pd anche a Trapani, dove sono cinque i candidati a sindaco. A parte Forza Italia, la Lega ed il M5S, anche gli partiti non concorrono con il proprio simbolo. Giacomo Tranchida è il candidato del centrosinistra, nelle liste che lo appoggiano ci sono candidati di centrodestra e di "DiventeràBellissima". Corrono divisi Fi e Lega: gli azzurri sostengono Vito Galluffo, i leghisti Bartolo Giglio. Gli altri due candidati sono Giuseppe Mazzonello per il M5s e Peppe Bologna con una lista civica.
   

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