Sicilia

Stato-mafia: Amato, mai saputo di trattativa

Ex presidente Consiglio ha deposto al Borsellino quater

Giuliano Amato

Redazione Ansa

(ANSA) - CALTANISSETTA, 22 APR - "Non ho mai saputo dell'esistenza di una trattativa per fermare le stragi tra pezzi delle istituzioni e Cosa nostra. Nessuno me ne parlò mai".
    E' netto Giuliano Amato, presidente del Consiglio dopo le stragi mafiose del '92, salito oggi sul banco dei testi al processo per l'attentato costato la vita al giudice Paolo Borsellino e agli agenti della scorta, in corso davanti alla corte d'assise di Caltanissetta.
    Al dibattimento, denominato Borsellino quater, sono imputati di strage i boss Salvino Madonia e Vittorio Tutino e di calunnia i falsi pentiti Vincenzo Scarantino, Calogero Pulci e Francesco Andriotta.
    "Non so nulla della trattativa - ha aggiunto - Non so se non me ne parlarono perché sapevano che mi sarei opposto o semplicemente perché non ci fu alcuna trattativa".
    Sull'avvicendamento alla guida del Viminale tra Vincenzo Scotti e Nicola Mancino, che per gli inquirenti sarebbe stata una "concessione" fatta nell'ambito della trattativa vista la particolare durezza di Scotti nella lotta alla mafia, Amato ha ribadito quanto detto durante gli interrogatori a cui fu sottoposto dai pm di Caltanissetta. Per l'ex presidente del Consiglio si trattò di una questione politica interna alla Dc.
    "Loro mi diedero indicazione del nominativo di Mancino", ha detto.
    Amato ha poi ricordato di avere parlato con Fernanda Contri, ex segretario generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, di un suo incontro con l'allora colonnello del Ros Mario Mori.
    Il processo è stato rinviato al 29 aprile per la deposizione dell'ex ministro dell'Interno Nicola Mancino. (ANSA).
   

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