Sardegna

'Basta suicidi in carcere', dalla Sardegna appello alla politica

Flash mob davanti al Tribunale di Cagliari

Redazione Ansa

(ANSA) - CAGLIARI, 18 APR - Massimiliano, Matteo, Stefano, Alà sono solo quattro dei trenta nomi, seguiti da date e città in cui sono avvenuti i suicidi, elencati oggi sulla scalinata del palazzo di giustizia di Cagliari dai rappresentanti della Camera penale di Cagliari, dai garanti dei penitenziari sardi e dalle associazioni in difesa dei detenuti durante un flash mob voluto per dire basta ai suicidi nelle carceri italiani, 30 dall'inizio dell'anno.
    Una manifestazione organizzata dalla Camera penale cagliaritana per lanciare un grido d'allarme e chiedere che si intervenga al più presto. "Ormai il numero dei suicidi è talmente elevato che praticamente è il doppio di quelli che si verificano all'esterno che riguardano detenuti - ha detto Franco Villa, presidente della Camera Penale di Cagliari - A questi bisogna aggiungere quattro poliziotti peritenziari che si sono tolti la vita nel 2024". I suicidi, ha precisato Villa "sono un sintomo di un malessere generale dei nostri detenuti perché sono in condizioni di sovraffollamento carcerario - ha aggiunto - c'è una sanità penitenziaria che è assolutamente allo sbando, ci sono troppi detenuti tossicodipendenti e malati psichiatrici all'interno delle nostre carceri. Questo determina una situazione esplosiva". Per Villa una soluzione in breve tempo "non può che essere l'amnistia e indulto per ridurre la pressione carceraria - ha detto -. Nel lungo periodo ci sono soluzioni che si possono adottare, per esempio l'attività di housing, cioè fornire delle case a coloro che possono andare in misura alternativa".
    Parla di emergenza anche la garante regionale delle carceri Irene Testa: "È un'urgenza insieme a un'emergenza - ha precisato -. L'urgenza è quella da parte della politica e del legislatore di intervenire e l'emergenza è che le carceri non possono essere lasciate in queste condizioni: non serve né ai detenuti e né alla società". E la garante lancia l'allarme: "Se non vogliamo aspettare altre condanne dalla Corte Europea dei dei diritti dell'uomo dobbiamo intervenire sul grave sovraffollamento che affligge i nostri penitenziari". Testa punta il dito contro la politica: "Deve avere il coraggio di assumersi delle responsabilità, varando provvedimenti che siano deflattivi in qualche modo perché altrimenti il problema non si risolve".
    (ANSA).
   

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