Sardegna

La mamma di Ciro Grillo in tribunale: 'Non ho sentito nulla'

A Tempio Pausania il processo al figlio del comico e ai suoi amici accusati di violenza sessuale di gruppo. La donna ha testimoniato in aula

Redazione Ansa

"Non ho sentito o visto nulla di anomalo". Parvin Tadjk, madre di Ciro Grillo, ha confermato in aula al processo per stupro, che la notte delle presunte violenze sessuali lei, che dormiva nella casa accanto, non ha notato nulla di sospetto. Lo raccontano gli avvocati della difesa, all'uscita dall'udienza conclusa pochi istanti fa. Le due abitazioni nel residence di Porto Cervo sono adiacenti, separate da una parete sulla quale, a detta di Tadjk, i ragazzi bussavano abitualmente per avvisare del loro rientro.

Maria Cristina Stasia, l'amica della madre di Ciro Grillo Parvin Tadjk, ospite nella villetta di Porto Cervo, sentita come testimone al processo per violenza sessuale di gruppo in corso a Tempio Pausania ha confermato ai giudici che la mattina dopo il presunto stupro vide una ragazza in accappatoio e con un asciugamano a turbante sulla testa nel patio della casa dove soggiornavano i ragazzi. "Fumava tranquillamente, non sembrava in difficoltà e non ha chiesto aiuto", ha detto in aula secondo quanto riferito dagli avvocati della difesa Antonella Cuccureddu, Gennaro Velle, Andrea Vernazza e Sandro Vaccaro al termine dell'udienza.

Anche la colf della famiglia Grillo, che si occupa di tenere in ordine la villetta a schiera del residence a Porto Cervo dove sarebbero avvenute le violenze sessuali su due ragazze - per cui sono imputati Ciro Grillo, Francesco Corsiglia, Edoardo Capitta e Vittorio Lauria - ha confermato oggi ai giudici del Tribunale di Tempio Pausania di non aver notato niente di anomalo la notte tra il 16 e il 17 luglio del 2019. Chiamata in aula come teste nel processo che si celebra a porte chiuse, secondo quanto riferiscono gli avvocati che difendono gli imputati, la donna avrebbe precisato di avere visto le due ragazze andare via in auto con due degli amici genovesi intorno alle 14.30 del 17 luglio. Erano tranquille e non lasciavano trasparire alcuna inquietudine.

"Nelle testimonianze di oggi sono emerse numerose contraddizioni che contesteremo, anche con produzione documentale, nelle prossime udienze. Non posso entrare nel merito, ma dire che non si sono sentite grida o che non ricordano di avere visto i ragazzi non ha alcuna rilevanza", ha detto Dario Romano, avvocato di parte civile che cura gli interessi di una delle due presunte vittime, alla fine dell'udienza a Tempio Pausania contro Ciro Grillo, figlio di Beppe, e tre suoi amici genovesi. Oggi la Corte ha sentito sette testimoni, fra cui la mamma di Ciro Grillo, chiamati a deporre dalla Procura.

Leggi l'articolo completo su ANSA.it