Sardegna

Ucraina: oligarca Usmanov resta cittadino onorario di Arzachena

Sindaco: "black list? Auspico misura stimolo per dialogo e pace"

Redazione Ansa

di Stefano Ambu

Un'Isola che tifa pace. E che non avrebbe mai voluto la guerra. Non solo per motivi umanitari, per solidarietà e perché ospita una numerosa comunità ucraina, circa seimila persone. Ma anche perché rischia di non vedere più il miliardario russo-uzbeko Alisher Usmanov, colpito dalle pesanti misure dell'Ue dopo l'invasione. Lui, di casa in Sardegna, è considerato un benefattore dopo che ha regalato alla Regione fondi - mezzo milione di euro - per combattere il Covid. Non solo: qualche anno prima aveva donato un'ambulanza al comune di Arzachena. C'è un altro motivo di preoccupazione per la Sardegna: senza i russi in vacanza, c'è il pericolo di perdere circa 80 milioni assicurati dai ricchi turisti di Mosca e San Pietroburgo che, soprattutto in Costa Smeralda, d'estate non badano a spese con feste da catering di oltre mille euro a persona. Per non parlare degli investimenti: uno dei più noti resort di lusso al mondo è il Forte Village di Santa Margherita di Pula, dei fratelli Bazhaev, ceceni. No, nonostante le misure punitive adottate dall'Ue la Sardegna continua a fare una precisa distinzione tra imprenditori e Putin. Ad Arzachena, il comune della Costa Smeralda, almeno la pensano così: nessuna revoca alla cittadinanza onoraria concessa nel 2018 a Usmanov.

"Per quanto attiene l'inserimento nella black list dell'Ue di numerosi oligarchi russi - spiega il sindaco Roberto Ragnedda - tra cui il nostro cittadino onorario Alisher Usmanov, auspichiamo che questa misura sia uno stimolo ulteriore e immediato alla ricerca del dialogo e della pace". Sardegna, quasi una seconda patria per il miliardario russo: nelle coste dell'Isola si vede spesso il mega yacht Dilbar, il quarto più lungo del mondo con 156 metri. E - come aveva spiegato il sindaco giustificando la concessione della cittadinanza onoraria - Usmanov nelle sue proprietà "ospita regolarmente capi di Stato, mecenati, uomini d'affari e personalità che rivestono ruoli fondamentali nel campo dell'economia, della cultura e della politica a livello mondiale". Tra loro anche Sting, protagonista dieci anni fa di un concerto nella villa del magnate russo in onore della sorella di Putin. Una esibizione che aveva scatenato le proteste del web. Il senso della rivolta di fans e non fans: "Come, difende le Pussy Riot e poi suona per Putin? Dalle cause giuste alle ospitate per soldi".

Usmanov, ma non solo. Il mercato russo delle vacanze vale in termini di presenze solo l'1,5 per cento, 220mila a stagione. Ma per soldi lasciati sull'Isola scala la classifica. Federalberghi spiega che solo per l'ospitalità in hotel i russi spendono 40 milioni. Più altri 40 di indotto tra ormeggi, feste, cene. "Troppo presto per disperarsi ma troppo presto per dire che non succederà niente - chiarisce all'ANSA il presidente Paolo Manca - Ma la preoccupazione esiste: il turismo sardo pagherà sicuramente, non si sa in che misura ma pagherà. Inevitabile immaginare che le presenze diminuiranno. E che chi verrà tenderà magari a mantenere un profilo, anche per le spese, più basso del solito". Vacanze russe soprattutto nel nord. E investimenti nel sud. "La situazione contingente desta preoccupazione e incertezza per quanto riguarda il mercato russo - dichiara all'ANSA Lorenzo Giannuzzi, general manager del Forte di Santa Margherita, da alcuni anni nelle mani dei Bazhaev - mentre pensiamo che sugli altri mercati il flusso di prenotazioni sarà superiore a quello dello scorso anno". Una struttura conosciuta in tutto il mondo che ha ospitato tra l'altro l'avvio del ritiro degli azzurri poi diventati campioni d'Europa e un torneo internazionale di tennis Atp 250. Si era parlato anche di un possibile interessamento dei Bazhaev per il Cagliari calcio. Ma proprio oggi il presidente Tommaso Giulini ha smentito: "Mai contattati, solo gossip".

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