Sardegna

Musica sacra e videomapping Manifattura

Protagonista Coro Teatro Lirico guidato da Donato Sivo

Redazione Ansa

(ANSA) - CAGLIARI, 22 GIU - Quattro affascinanti pagine di musica sacra, le voci del coro accompagnate da videoproiezioni.
    La facciata della Manifattura Tabacchi di Cagliari ieri sera è diventata supporto per immagini e colori prodotti dalla tecnica del videomapping. Uno spettacolo multimediale di grande suggestione e forte impatto emozionale e visivo, in un fascinoso scenario, la corte all'aperto dello storico complesso di viale Regina Margherita. E stasera si replica alle 21.
    Il Coro del Teatro Lirico, diretto da Donato Sivo, accompagnamento all'organo di Andrea Mudu, ha eseguito, meritandosi lunghissimi applausi finali, Magnificat di Domenico Scarlatti; Quattro mottetti su temi gregoriani di Maurice Duruflè; Magnificat di Arvo Pärt; Nisi Dominus e Lauda, Jerusalem dominum dal Vespro della Beata Vergine di Claudio Monteverdi. Le videoproiezioni di elaborazioni digitali ben adattate al contesto hanno richiamato il tema musicale religioso.
    Immagini sacre, rievocazioni mistiche, fuoco, luce, finestrelle che acquistano le caratteristiche dell'arco a senso acuto tipiche dell'architettura gotica, o preziose e colorate vetrate di edifici religiosi pronte a accogliere fasci di luce.
    "Un tempo sospeso tra note musicali e immagini suggestive, grazie ad un programma del nostro Maestro Donato Sivo che è riuscito ad intercettare proprio l'idea del progetto Medialab, incontri che permettano contemplazione e profondità di pensiero.
    Il concerto di ieri sera e la replica di questa sera concludono, con intensità e bellezza, il Progetto "Rifunzionalizzazione del Parco della Musica e del Teatro Lirico di Cagliari - Internazionalizzazione e innovazione delle produzioni anche per la valorizzazione turistico-culturale degli attrattori territoriali".
    La regia è di Marco Quondamatteo, suoi assieme a Simone Murtas, i contenuti video, concept dramaturg è Ilaria Nina Zedda, lighting designer è Giovanni Melis.(ANSA).
   

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