Sardegna

Sardegna, attentato a coordinatore Lega

Allentati bulloni ruote auto. "Volevano uccidermi"

Redazione Ansa

di Gian Mario Sias

Al netto di ogni tentativo di minimizzare, di non cercare correlazioni tra un fatto e l'altro, ora l'aria a Sassari inizia a farsi pesante. Prima la parata di ispirazione fascista al termine del funerale di un docente universitario, con una coda di polemiche e manifestazioni che smascherano fratture profonde nel tessuto cittadino. Poi l'aggressione a sfondo razziale di un branco di ventenni nei confronti di un loro coetaneo originario della Guinea ma da sei anni residente in città, dove studia. E ora l'attentato, al momento senza un movente, una giustificazione e un responsabile, denunciato dopo alcune settimane di riflessioni e turbamenti da Giovanni Nurra, coordinatore della Lega per il Nord Sardegna.

Tutto inizia il 17 agosto. "Ero in macchina con la mia famiglia, ho sentito uno strano rumore, ho avvertito il pericolo", racconta l'esponente del Carroccio. Il meccanico di fiducia era in ferie e lui preferisce aspettarlo. Ricovera l'auto e per un pò usa quella della madre. A inizio settembre il meccanico riprende l'attività, il cognato di Nurra porta la vettura per un controllo. "Dì a Giovanni di ringraziare il suo angelo custode", gli dice il perito. Qualcuno ha svitato i bulloni che reggono le ruote posteriori. Un dosso, un avvallamento, un intoppo da niente e sarebbe finita in tragedia. Inizialmente Giovanni Nurra mantiene il riserbo. Parla con le forze dell'ordine e con il suo avvocato. Due sere fa sbotta su Facebook. "Tutta la mia famiglia ci ha rimesso la serenità", dice oggi, a mente fredda, per spiegare: "Ho ritenuto che il fatto andasse denunciato pubblicamente". Sì, perché lui non ha dubbi. "Volevano uccidermi", accusa.

La convinzione monta al punto che l'esponente politico decide di formalizzare una denuncia alla Digos. Si è presentato in Questura nel primo pomeriggio di oggi. "Faccio politica sul territorio, siamo in democrazia, non sono questi gli strumenti per contrastare la mia attività", riferisce all'ANSA. È provato, cerca di restare lucido. "Non voglio dire che c'entri per forza il mio impegno politico - precisa - anche perché mi sto solo impegnando per far crescere in Sardegna un movimento che esprime i miei valori e i miei principi". Però una cosa la dice lo stesso: "Non ho mai ricevuto minacce, e non credo all'azione di gruppi estremisti di sinistra o di destra. Non escludo nulla, nemmeno qualche gelosia interna nel mio stesso ambiente politico"

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