Puglia

Coldiretti Puglia,al via distribuzione cibo a 'nuovi poveri'

Si parte da Foggia, con la consegna a chi vive nei container

Redazione Ansa

(ANSA) - BARI, 24 GEN - Al via in Puglia la distribuzione di circa 10mila chili di cibi e bevande alle persone che vivono in condizioni di disagio. L'iniziativa, promossa da Coldiretti, Campagna Amica e Filiera Italia, con la partecipazione delle più rilevanti realtà economiche e sociali del Paese, è partita da Foggia dove, insieme con l'assessore al Welfare della Regione Puglia, Rosa Barone, sono stati distribuiti i primi pacchi alle famiglie degli sfollati di via San Severo, "costretti a vivere nei container in attesa dell'attribuzione degli alloggi di edilizia popolari - sottolinea Coldiretti Puglia - e a quanti sono stati sgomberati dalle abitazioni, anche a causa dell'insussistenza delle condizioni di sicurezza dell'ex distretto militare di via tenente colonnello Attilio Muscio al civico 2 e del fabbricato della III traversa, civ 1, di via San Severo".
    "In questo momento di nuovi timori per il futuro con la pandemia Covid - prosegue l'associazione di agricoltori - è importante dare un segnale di speranza alle fasce più deboli della società con una grande alleanza di solidarietà da nord a sud della regione. L'emergenza Covid ha impoverito più di una famiglia su quattro che ha dichiarato un peggioramento della situazione economica rispetto all'anno precedente con oltre 200mila persone che in Puglia si trovano in una situazione di povertà assoluta".
    "La punta dell'iceberg delle difficoltà in cui si trova la Puglia - evidenzia Coldiretti - è rappresentata dal numero cresciuto esponenzialmente di persone a rischio povertà, con un'incidenza media pari al 30,4%. Si tratta del valore più elevato degli ultimi quindici anni: fra i nuovi poveri ci sono coloro che hanno perso il lavoro, piccoli commercianti o artigiani che hanno dovuto chiudere, le persone impiegate nel sommerso che non godono di particolari sussidi o aiuti pubblici e non hanno risparmi accantonati, come pure molti lavoratori a tempo determinato o con attività saltuarie che sono state fermate dalla limitazioni rese necessarie dalla diffusione dei contagi per Covid". (ANSA).
   

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