Puglia

Vaccini: in Puglia oltre 92mila dosi Pfizer, 'accelerare'

Circolare Regione alle Asl, centri siano aperti 12 ore al giorno

Redazione Ansa

(ANSA) - BARI, 06 APR - È previsto in Puglia nelle prossime ore l'arrivo di un rifornimento di vaccini Pfizer pari a 92.430 dosi e pertanto - informa la Regione - il direttore del dipartimento Salute, Vito Montanaro, ha scritto ai direttori generali delle Asl pugliesi, ai direttori sanitari e ai direttori delle farmacie sedi hub, chiedendo di potenziare in modo sostanziale l'offerta vaccinale anti Covid in tutta la Puglia. "La accelerazione dell'esecuzione del piano vaccinale - spiega Montanaro - è finalmente possibile grazie alla disponibilità effettiva di vaccini da somministrare. Con questa nuova dotazione in arrivo nelle prossime ore da Roma abbiamo potuto incrementare l'offerta vaccinale e prevedere il completamento delle prime dosi per gli over 80 entro il 12 aprile, proseguendo parallelamente con la somministrazione delle seconde dose come da programma".
    In particolare, è scritto nella circolare, la somministrazione delle dosi di vaccino dovrà essere completata entro il prossimo 12 aprile ai soggetti di età superiore agli 80 anni; entro il 30 aprile ai soggetti di età compresa tra i 70 e i 79 anni, ed entro il 15 maggio ai soggetti di età compresa tra i 60 e i 69 anni. Per questo le Asl dovranno assicurare lo standard minimo di 18 vaccinazioni l'ora per ciascuna postazione vaccinale, e l'operatività dei Punti Vaccinali di 12 ore al giorno, festivi compresi. Inoltre, entro la settimana, si dovrà completare l'offerta vaccinale degli ultra ottantenni, della vaccinazione dei caregiver e dei familiari conviventi, e si dovrà provvedere all'organizzazione di sedute dedicate alla vaccinazione per i soggetti con disabilità grave estremamente vulnerabili e per i loro caregiver e familiari conviventi.
    Sempre in questa settimana si procederà alla vaccinazione del personale scolastico e universitario non ancora vaccinato, e si dovrà garantire l'operatività dei medici di assistenza primaria che hanno manifestato la volontà di vaccinare presso i propri studi o a domicilio. (ANSA).
   

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