Puglia

Don Ciotti, S.Marco Lamis luogo speranza

'Lo Stato qui c'è ma solo da una parte,non nel lavoro a giovani'

Redazione Ansa

(ANSA) - SAN MARCO IN LAMIS (FOGGIA), 9 AGO - "Luigi e Aurelio ci incoraggiano a continuare" e "la nostra deve essere una memoria viva che deve tradursi tutti i giorni in responsabilità e impegno. Questa stele e i loro nomi dobbiamo inciderli nella nostra coscienza". Così don Luigi Ciotti, presidente di Libera, a San Marco in Lamis per il secondo anniversario del quadruplice omicidio in cui vennero uccisi anche i due fratelli Luigi e Aurelio Luciani, nell'agguato al boss Mario Luciano Romito e al cognato Matteo De Palma. "Questo - prosegue Don Ciotti - deve diventare un luogo della speranza. Qui la morte e la vita si sono incontrati. Ma quando ci allontaniamo da qui dobbiamo urlare, far conoscere alla gente quanto accaduto. Bisogna smuovere le coscienze". "Lo Stato oggi qui c'è ma - sottolinea - solo da una parte. Non c'e nel dare lavoro ai giovani, nei servizi e nelle politiche sociali. Due milioni e trecentomila giovani in Italia sono senza lavoro: una società che non scommette sui giovani non scommette su se stessa". (ANSA).
   

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